{"id":41,"date":"2012-09-12T15:45:49","date_gmt":"2012-09-12T15:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=41"},"modified":"2023-08-05T16:48:02","modified_gmt":"2023-08-05T16:48:02","slug":"profilo-artistico-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/profilo-artistico-2\/","title":{"rendered":"Profilo artistico"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-5020 size-full\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.12.07.png\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.12.07.png 356w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.12.07-300x196.png 300w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Sono nata e ho vissuto fino alla adolescenza a Bolzano, terra di confine e citt\u00e0 bilingue. Due culture, quella italiana e quella tedesca, che si incontravano ma pi\u00f9 spesso si scontravano. Ho frequentato il Liceo Classico, quello italiano, e contemporaneamente il Conservatorio \u201cC. Monteverdi\u201d che invece era bilingue, una vera oasi creativa.<br \/>\nMa, stranamente, era il mondo delle immagini quello che pi\u00f9 di tutto mi coinvolgeva e mi risuonava, e appena mi fu possibile iniziai a frequentare gli studi di pittori e scultori incantata dal loro senso di libert\u00e0 e autonomia, dal loro gioire della propria fonte interna. \u201cVoglio essere come loro\u201d mi dicevo. Certo, erano bruschi, gli artisti, e spesso introversi, ma percepivo chiaramente il loro amore per l\u2019umanit\u00e0. Non per questo o quell\u2019individuo, ma per l\u2019essere umano in generale di cui rappresentavano dimensioni universali. Solo molto pi\u00f9 tardi ho sentito raccontare con chiarezza e con poesia che l\u2019arte parla di ci\u00f2 che non \u00e8, ma che potrebbe essere.<br \/>\nLasciai gli studi del pianoforte quasi a ridosso del Diploma, me ne andai di casa per frequentare l\u2019Universit\u00e0, lavorando. Volevo essere sola e volevo studiare. Volevo capire la storia e il pensiero degli esseri umani. Uscii dalla Facolt\u00e0 di Storia e Filosofia con una tesi sulla stregoneria e con pi\u00f9 voglia che mai di sfidare me stessa.<br \/>\nE cos\u00ec ecco nel 1985 la mia prima mostra, incerta e inquieta, a Modena, poi a Bologna, Trento, Mantova, Milano, Firenze, Roma, Napoli\u2026 e poi sempre pi\u00f9 ravvicinate, personali, collettive, Fiere d\u2019Arte, esposizioni fuori Italia, in Svizzera, Belgio, Spagna, Germania, Stati Uniti, Australia\u2026 Cento personali? Molte molte di pi\u00f9\u2026 e soprattutto mille e mille incontri con pittori, scultori, incisori, fotografi\u2026 Tanti rapporti, tanti stimoli. E poi le gallerie, quelle che ti invitano per una sola personale, quelle che ti portano alle Arti Fiere, quelle che ti espongono con i grandi nomi per un confronto tra generazioni, quelle che \u201cper\u00f2 la presentazione te la scrive il critico di galleria\u201d, quelle che \u201cfaccio una eccezione per te perch\u00e9 le donne non danno affidamento\u201d\u2026 E poi i giornalisti, i direttori delle riviste d\u2019arte, i curatori, gli appassionati e il pubblico che ti segue nelle mostre e nelle storie che racconti.<br \/>\nUn curriculum di tutto rispetto, il mio, con pi\u00f9 di venti cataloghi, interventi in convegni d\u2019arte, copertine di libri di psichiatria, filosofia, poesia e opere in collezioni pubbliche, private e Musei&#8230;<br \/>\nMa al centro, sempre, le infinite domande sull\u2019immagine e la sua origine, sul pensiero e sulle dinamiche interne. Al centro, a partire da un caldo giorno di giugno del 1986, l\u2019innamoramento senza confini per una ricerca rivoluzionaria sull\u2019essere umano e sulla creativit\u00e0: la Teoria della nascita di Massimo Fagioli. Di fronte alla mia tormentata vita irrompe l\u2019idea che l\u2019uomo nasce sano. Poi eventualmente si ammala se oppresso da rapporti violenti. Ma nasce sano e, se si ammala, pu\u00f2 guarire. E io volevo stare bene, anzi volevo stare benissimo.<br \/>\nNel 2010 inizia l\u2019avventura collettiva di creare una Associazione d\u2019arte, IPAZIA, di cui sono tutt\u2019ora Direttore Artistico e di misurarmi in modo nuovo con colleghi e istituzioni. La mia \u201cmilitanza\u201d solitaria inizia ad intrecciarsi all\u2019impegno sociale e il fare immagini si unisce sempre pi\u00f9 spesso al racconto delle\u00a0 realt\u00e0 interne che cerco di far emergere.<br \/>\nConoscenza, mondo inconscio, realizzazione.<br \/>\nA questo punto per\u00f2 lascio la parola a stralci di recenti testi critici e di interviste, oltre ad un video legato ai miei trentacinque anni di vita artistica. Per chi vuole conoscere LE tappe salienti del passato faccio seguire tre interviste in cui, per l\u2019intelligenza affettiva delle domande, la mia \u201cfatica\u201d a verbalizzare \u00e8 diventata la possibilit\u00e0 di riconoscere a me stessa l\u2019avventurosa strada percorsa, e dire un grazie grandissimo a chi mi ha amato. Un grazie infinito a chi mi ha liberato dall\u2019angoscia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"color: #800000;\">A<\/span><span style=\"color: #800000;\">lcune riflessioni e relative domande rivoltemi da Cinzia Folcarelli (19 settembre 2021) in occasione della mostra \u201cDue segni rossi\u201d, Cartiera Latina, Appia Antica Roma, (4-19 settembre 2021). Di seguito l\u2019intervista completa.<\/span><\/h4>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5022 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.13.28.png\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.13.28.png 407w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.13.28-300x193.png 300w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>&#8211; Artista e filosofa, Roberta Pugno \u00e8 la \u201cpittrice dell\u2019invisibile\u201d e la sua pittura \u201cnasce da dentro\u201d. Il pensiero irrazionale affascina da sempre la pittrice, che ama indagare la psiche umana e le sue manifestazioni.<\/em> Vieni definita la \u201cpittrice dell\u2019invisibile\u201d. Perch\u00e9?<br \/>\n<em>&#8211; Sono nuclei di pensiero quelli che Roberta Pugno materializza sulla tela. Trasformare in immagini idee e pensieri \u00e8 molto difficile. Lei riesce a farlo creando opere fortemente presenti, dense e coinvolgenti, caratterizzate dalla sua personale e inconfondibile cifra stilistica.<\/em> Nella tua ricerca artistica l\u2019interiorit\u00e0 umana viene indagata da molteplici punti di vista. Come riesci a materializzarla nelle tue opere?<br \/>\n<em>&#8211; Nei suoi lavori, dal forte impatto visivo, l\u2019artista materializza il pensiero di grandi donne e uomini del passato, figure mitologiche come Gilgamesh, filosofi come Giordano Bruno e Ipazia d\u2019Alessandria, poeti come Giacomo Leopardi, drammaturghi come Willian Shakespeare, o figure pi\u00f9 recenti come lo psichiatra Massimo Fagioli, ma anche il pensiero degli uomini preistorici, degli animisti e degli sciamani.<\/em> Ti sei confrontata e ti confronti con grandi donne e uomini del passato. Quale \u00e8 il tuo approccio verso di loro e verso le loro riflessioni filosofiche, visto che sei una filosofa tu stessa?<br \/>\n<em>&#8211; In tutte le sue opere trionfano la materia, la terra, l\u2019aria, il fuoco, il suono, il tempo, il sole, l\u2019energia, sia mentale che fisica. In queste, come del resto in tutti i suoi lavori, il colore \u00e8 protagonista. Il colore che invade la tela attraverso stratificazioni e velature dipinte da mani sapienti e sicure.<\/em> Ogni tonalit\u00e0 di colore scelta sembra collegata ad una emozione rappresentata. \u00c8 cos\u00ec?<br \/>\n<em>&#8211; Ma il colore da solo, senza la luce (e l\u2019ombra), non riuscirebbe a materializzare in modo cos\u00ec forte i soggetti scelti dalla pittrice. \u00c8 proprio l\u2019unione di entrambi che fa emergere dallo sfondo le figure e i simboli scelti per essere protagonisti. In particolare i volti, che emergono tridimensionalmente dal supporto bidimensionale della tela, sono atavici e moderni al tempo stesso, catturano lo spettatore con il loro fascino e la loro potenza. <\/em>La luce che vediamo nei tuoi dipinti \u00e8 collegata alla \u201cluce della nascita\u201d, (una nascita che per te \u00e8 sempre positiva), come teorizzato da Massimo Fagioli nelle sua ricerche?<br \/>\n<em>&#8211; Il sogno, l\u2019inconscio e la realt\u00e0 non tangibile sono temi a lei cari. E poi l\u2019infinito, quello di Leopardi ma anche quello di Ipazia e di Giordano Bruno, quello delle linee geometriche che si ritrovano in tante sue opere, un infinito che \u00e8 il filo conduttore della sua poetica e della sua ricerca dell\u2019altro e della verit\u00e0 oltre la vita. Figurativo che sconfina nell\u2019astratto e astratto che sconfina nel figurativo\u2026 nei suoi dipinti luoghi, sensazioni, emozioni vengono percepiti all\u2019unisono, in una epifania di luce e colore in grado di strappare lo spettatore dalla materialit\u00e0 della contemporaneit\u00e0 verso il mistero e il largo respiro dell\u2019immateriale.<\/em> In particolare le tue opere inducono lo spettatore ad immergersi in un mondo fluido, fatto di luci e ombre che creano, apparentemente dal nulla, forme e volti. Usi una tecnica molto personale che \u00e8 parte della tua cifra stilistica. Senza svelarci giustamente troppo i tuoi \u201csegreti\u201d puoi raccontarci come e perch\u00e9 hai scelto di esprimerti in questo modo?<br \/>\n&#8211; Nella ricerca delle \u201cventuno\u201d parole di Massimo Fagioli (L\u2019Asino d\u2019oro edizioni, Left 2016-2017) hai trovato nuove fonti di ispirazione. In particolare ti sei concentrata sul suono e il passaggio dalla realt\u00e0 percettiva alle sensazioni. Nell\u2019intervista di Amarilda Dhrami dici che \u201cvorresti passare da un\u2019arte che rende visibile l\u2019invisibile a un\u2019arte che rende visibile ci\u00f2 che non c\u2019\u00e8 ma ci sar\u00e0\u201d. Vuoi parlarci di questa tua nuova ricerca?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fPggXfDxL3w\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Dall\u2019articolo di Amarilda Dhrami \u201cC&#8217;\u00e8 un fil rouge nella mia pittura\u201d, in Left, 3 settembre 2021.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-5023 size-full\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.14.05-e1684431718648.png\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.14.05-e1684431718648.png 408w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.14.05-e1684431718648-300x181.png 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u2026 La sua passione per la pittura \u00e8 iniziata prima ancora che dipingesse quando, piccolissima, immaginava storie mai esistite o immaginava di \u201cmodificare\u201d il percorso di realt\u00e0 che non le piacevano (\u2026) Dipingere fu scoprire che questo universo magico poteva diventare materia, poteva durare nel tempo e al limite essere comunicato. Accanto alla pittura in questi 35 anni ha accompagnato Roberta Pugno anche un\u2019altra passione: la storia, ma soprattutto la conoscenza degli esseri umani che avevano fatto la storia, come impar\u00f2 da Carlo Ginzburg con cui si laure\u00f2 in Storia moderna e come ritrov\u00f2, come dice lei, \u201cin forma scientifica e terapeutica\u201d nel 1980 quando lesse <em>Istinto di morte<\/em> <em>e conoscenza<\/em>, il capolavoro teorico dello psichiatra Massimo Fagioli.<br \/>\nAlla mia domanda, \u201cma come \u00e8 cambiato nel tempo il suo modo di essere artista\u201d l\u2019artista ha risposto cos\u00ec: \u201cdai primordi di colore, dalle stesure indistinte e dalle forme magmatiche iniziarono a comparire i primi segni: una colata di luce, la curva spogente di un oggetto, la pagina di un libro, il segmento di un profilo. Pi\u00f9 il tempo passava e pi\u00f9 i protagonisti emergevano dalla \u201cpelle\u201d della tela e avvertivo il pensiero che li faceva nascere\u201d. L\u2019idea della tela come pelle \u00e8 suggestiva e sembra proporre che lo spettatore dovrebbe lasciarsi andare alle sensazioni e percepire l\u2019opera con la pelle. (\u2026). Nella ricerca sulle ventuno parole di Massimo Fagioli (v. Left 2016-2017, L&#8217;Asino d&#8217;oro edizioni), Roberta Pugno trova una sfida, nuovi stimoli. Si concentra sul suono: \u201cSto facendo questo grande salto di passare dagli stimoli della realt\u00e0 percettiva alle sensazioni. Non \u00e8 un ricordo, un gesto che mi fa fare un quadro, sono cose pi\u00f9 biologiche, pi\u00f9 suono, pi\u00f9 sentire. I sei volumi di PSICHE e ARTE appena pubblicati propongono proprio la sfida di rapportarsi con una nuova idea dell&#8217;essere umano e dell&#8217;arte e, grazie anche a questi convegni, la svolta che sto facendo \u00e8 totalizzante: passare da un&#8217;arte che \u201crende visibile l&#8217;invisibile\u201d ad un&#8217;arte che rende visibile \u201cci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8 ma ci sar\u00e0\u201d. Perch\u00e9 come le \u201cparole nuove\u201d di Massimo Fagioli danno vita a realt\u00e0 mentali mai viste e pensate, cos\u00ec gli artisti, da sempre, hanno cercato di dare immagini a realt\u00e0 non materiali, ritenute spesso inconoscibili\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Articolo di Giovanni Lauricella\u00a0 in \u201cSLASHART arte oltre l\u2019arte\u201d (30 settembre 2022) in occasione della mostra \u201cLa sapienza delle immagini\u201d, spazio espositivo Aleph Rome Hotel, aprile-ottobre 2022.<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5024 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.14.44.png\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.14.44.png 407w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.14.44-300x146.png 300w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Cercando di informarmi sull\u2019autrice ho scoperto che ha uno sterminato curriculum di mostre, collaborazioni e impegni artistici vari nonch\u00e8 la pratica di varie discipline artistiche e una laurea in Lettere e Filosofia che son le \u201csapienze\u201d che usa per le sue opere. Assieme alla potenza delle sue immagini, quello che pi\u00f9 mi colpisce di Roberta Pugno \u00e8 l\u2019impegno di come si pone di fronte al compito di essere artista, un enorme e complesso lavoro che sembra incredibile possa essere fatto da una sola persona che lavora a 360\u00b0. Un personaggio dissonante con il mondo artistico che la circonda specie in quest\u2019ultimo periodo caratterizzato da tanta arte \u201cfacile\u201d, mi riferisco a tanta paccottiglia pseudo-concettuale, ready-made o quella prodotta da <em>factory<\/em> di dubbia manovalanza. Faccio questo paragone non a caso perch\u00e9 la pittura di Roberta Pugno viene da un lungo lavoro, un processo tecnico che sapientemente e con dura fatica opera sui suoi quadri che realizza in molti, moltissimi giorni. \u00c8 un\u2019arte che pare venire da lontano con echi passati, manufatti che sembrano essere sempre esistiti perch\u00e9 si nota qualcosa di sedimentato a lungo, alle volte di consumato. Il fascino di questi quadri \u00e8 che la proposta estetica \u00e8 da scoprire: Roberta Pugno mira ad un risultato che va al di l\u00e0 di quello che ha realizzato, un\u2019aspirazione di quello che \u00e8 oltre la superficie creata. ogni sua immagine \u00e8 una scommessa che non si limita a puntare in alto ma ad andare verso l\u2019irraggiungibile. Non le basta quello che sono i limiti raggiunti da altri artisti, lei li vuole superare tutti, la sua opera vuole rappresentare quello che sotto gli occhi non c\u2019\u00e8, la sua ricerca \u00e8 nel far pensare e immaginare sollecitazioni fantasiose come se ci fosse sotto un altro quadro. Una lirica dell\u2019immaginario, scatenata da contrasti di accostamenti che si stratificano in particolari effetti visivi e si sommano in un\u2019intensa sensazione, procurando a chi guarda uno stato d\u2019animo sospeso in un\u2019imponderabile dimensione cromatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">La conclusione della relazione di Simona Maggiorelli \u201cConsiderazioni storico artistiche dalla cave art al postmoderno\u201d in PSICHE e ARTE I (2019 Ass.ne Ipazia Edizioni).<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5025 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.15.14.png\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.15.14.png 406w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.15.14-300x197.png 300w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">&#8230; Vorrei parlarvi di un&#8217;opera di Roberta Pugno (Materiamatrice, 2013) che mi \u00e8 piaciuta moltissimo, perch\u00e9, in un certo senso, la vedo come un salvataggio dell&#8217;arte. Dopo l&#8217;azzeramento razionale di Andy Warhold evoca la famosa lattina, ma la salva dalla violenza con una creazione, femminile e assolutamente originale, di riscatto della fantasia, del calore e colore dell&#8217;immagine. Certamente Roberta non pensava a Warhold, riferimento se vogliamo insignificante, ma la potenza dell&#8217;immagine fa vedere come una ricerca creativa possa ripartire, nonostante lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"color: #800000;\">Dal testo di Simona Maggiorelli, \u201cLe opere d\u2019arte sono immagini silenziose che ci parlano toccando corde profonde\u201d, in IMMAGINEPAROLA (2018 Ass.ne Ipazia Edizioni).<\/span><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5026 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.15.36.png\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.15.36.png 407w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.15.36-300x179.png 300w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/>&#8230; Ma non tutti sono disposti \u201ca dare l&#8217;anima\u201d per poter quotare in borsa la propria produzione. Per fortuna ci sono artisti come Roberta Pugno che, rifiutando i riti imposti dal mondo delle <em>artistar<\/em>, hanno continuato a fare ricerca, sfidando le difficolt\u00e0, provando a sviluppare una propria poetica, senza lasciarsi sviare dalle mode del momento. Cercando, prima di tutto, la realizzazione della propria identit\u00e0 di artista, aprendo con coraggio e coerenza nuove strade anche attraverso un dialogo originale e attualissimo con l&#8217;antico, come \u00e8 riuscita a fare Roberta con questa sua nuova mostra nelle Case Romane del Celio. (\u2026)<br \/>\n<em>Immagineparola.<\/em> Torniamo all&#8217;inizio, a questa seducente espressione, che evoca la creativit\u00e0 del rapporto uomo-donna, da cui prende il <em>la<\/em> anche questa nuova e articolata iniziativa organizzata dall&#8217;associazione Ipazia Onlus e nata dall&#8217;incontro fra la pittura di Roberta Pugno e la passione per la ricerca etimologica di Antonio Di Micco.<br \/>\n<em>Immagineparola. <\/em>Un&#8217;espressione che mi fa pensare alla rivoluzionaria ricerca dello psichiatra Fagioli, che ha dedicato tutta la vita alla conoscenza della realt\u00e0 non cosciente, riconoscendo alle immagini un contenuto di pensiero e parlando di linguaggio delle immagini, come nessuno aveva mai fatto prima. Le opere d&#8217;arte sono immagini silenziose che ci parlano toccando corde profonde. Le pitture di Roberta Pugno risuonano attraverso forme e colori in questi spazi \u201csegreti\u201d, evocando antiche pitture rupestri, quelle straordinarie orchestrazioni di immagini realizzate dalle prime artiste delle storia che si avventuravano in cavit\u00e0 nascoste, forse&#8230; chiss\u00e0, per cercare il buio assoluto da cui nascono le immagini, ricreando la nascita.<br \/>\nCome in certe grotte del paleolitico &#8211; da Chauvet a Lascaux &#8211; dove straordinarie orchestrazioni di immagini assumono la forma di un palinsesto in cui le creazioni pi\u00f9 recenti si aggiungono a quelle passate in modo sensibile e originalissimo, anche qui i \u201cgraffiti\u201d contemporanei entrano in risonanza con il contesto romano antico, ricreandone gli spazi, dando vita ad un organismo nuovo, vitale, multicentrico e multiprospettico. In questo senso la nuova esposizione dell&#8217;artista si presenta come un&#8217;opera totale in cui la pittura ridisegna gli spazi evocando profondit\u00e0 e immaginarie aperture. Mentre, a loro volta, questi spazi vetusti e monumentali suggeriscono prospettive inedite ai quadri realizzati da Roberta in epoche diverse ma che &#8211; non solo per i colori caldi &#8211; sembrano creati <em>ad hoc<\/em> per dialogare con questo prezioso contesto che la mostra permette di conoscere pi\u00f9 da vicino e di vedere con uno sguardo nuovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Intervista di Licia Pastore in \u201cSpecchio quotidiano. L\u2019informazione online innovativa\u201d (7 marzo 2012) in occasione della mostra CARTADILUCE, la Feltrinelli di Latina, febbraio-marzo 2012.<\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5027 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.03.png\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.03.png 408w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.03-300x171.png 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/>&#8211; Roberta Pugno, lei torna ospite a Latina con una nuova esposizione, \u201cCartadiluce\u201d. Conoscendo la specificit\u00e0 dei suoi lavori ci darebbe qualche indicazione su questa mostra e perch\u00e8 ha scelto <\/em><em>questo <\/em><em>titolo?<br \/>\n<\/em><\/strong>La rassegna a cui sono stata invitata prevede l\u2019uso della carta, una scelta legata al fatto che lo spazio espositivo si trova in una libreria. Ho lasciato da parte tele e materia e mi sono dedicata al nuovo supporto, mio antico amore, che con la sua distesa bianca richiede un lavoro di velature, di presenze leggere, di forme in controluce. Non so, ma vivo il rapporto con la carta come un essere abbagliati dal sole, un <em>uscire dalla caverna.<\/em> In questa ottica, forse, e ne sono felice, la tela \u00e8 <em>dipingere la caverna<\/em>\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Qual \u00e8 il suo rapporto con l\u2019arte?<br \/>\n<\/strong><\/em><em>L\u2019arte \u00e8 bellezza, intuizione del latente e del senso delle cose. L\u2019arte \u00e8 dare immagini, suono, movimento a dimensioni invisibili. E, se posso andare oltre alla bella proposizione di Paul Klee che dice che l\u2019arte \u00e8 \u201crendere visibile l\u2019invisibile\u201d, dico che l\u2019artista deve rendere visibile ci\u00f2 che non c\u2019\u00e8. Che non c\u2019\u00e8, e, chiedo scusa per la dialettica verbale, che non c\u2019\u00e8 mai stato, perch\u00e9 non era stato scoperto perch\u00e9 mai pensato. Ci voleva una mente geniale che scoprisse, e qui vado proprio nel difficile, la verit\u00e0 della realt\u00e0 umana. Una mente geniale che dicesse che l\u2019inconoscibile pu\u00f2 essere conosciuto e che l\u2019irrazionale non \u00e8 animalit\u00e0 o pazzia, ma fantasia. Sto parlando ovviamente della \u201cTeoria della nascita\u201d di Massimo Fagioli, una miniera inesauribile di sfide e di stimoli. La scoperta della nascita e della origine materiale della vita umana ha immesso nella storia del pensiero idee rivoluzionarie. L\u2019inconoscibile si pu\u00f2 conoscere, e forse l\u2019arte ha sempre cercato di dire questo.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Ci spiega meglio come la sua espressione pittorica si lega alla teoria di Massimo Fagioli.<br \/>\n<\/strong><\/em><em>\u00c8 stata proprio questa straordinaria idea della nascita a spingermi nei primi anni \u201880 alla ricerca sulla realt\u00e0 psichica. Difficile dire in due parole cos\u2019\u00e8 la \u201cnascita\u201d. Posso dire che essa avviene per reazione allo stimolo luminoso quando giunge alla r\u00e8tina, per cui il cervello inizia a funzionare e cos\u00ec la fisiologia del corpo e la realt\u00e0 psichica. La nascita umana \u00e8 uguale per tutti. \u00c8 straordinario! \u00c8 una teoria positiva e piena di speranza in un mondo cos\u00ec omologante e rassegnato, una teoria che, tra l\u2019altro, e questo mi riguarda, considera il binomio arte-pazzia completamente falso. La sanit\u00e0 non \u00e8 la normalit\u00e0 ripetitiva: \u00e8 identit\u00e0, \u00e8 saper rifiutare il negativo, \u00e8 avere un rapporto, se non proprio creativo, almeno costruttivo con la realt\u00e0. E cos\u00ec, quando riesco a tenere il filo con la prepotenza di questa teoria che butta a mare in un sol colpo ragione e religione, ecco che questo filo rosso di Arianna mi fa muovere nel silenzio. E in punta di piedi posso scivolare tra idee senza immagine come \u201cricreazione\u201d, \u201cvitalit\u00e0\u201d, \u201cmemoria-fantasia\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong><em>&#8211; Idee senza immagine?<br \/>\n<\/em><\/strong>S\u00ec, tento di dare immagini a dimensioni della realt\u00e0 non materiale, tento di dare forme e colori a mondi profondi: all\u2019incertezza, alla certezza, al rapporto, alla separazione, a quando sei pieno di vitalit\u00e0, a quando la perdi, a quando vuoi qualcosa, a quando non sai cosa vuoi\u2026 Mi interessano le dinamiche con se stessi, le dinamiche con gli altri. Vorrei dare materia alla tristezza, al tormento, alle crisi, ma soprattutto alle riuscite, alla gioia di vivere\u2026 Perch\u00e8 ora so che \u00e8 nella ricreazione della nascita, nella ricreazione di una sensibilit\u00e0 lontana ma, come dire, presente&#8230; la fonte infinita che si pu\u00f2 raggiungere quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la paura. La paura rende immobili, al pi\u00f9 ti fa costruire nello spazio le belle figure della realt\u00e0 percepibile. Il coraggio invece d\u00e0 movimento, anzi, il coraggio \u00e8 movimento. E sappiamo che l\u2019arte vuole rappresentare proprio il movimento del tempo, che forse, \u00e8 appunto la bellezza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Quando ha cominciato a dipingere? Che percorso ha seguito?<br \/>\n<\/strong><\/em>Da ragazzina ho avuto la fortuna di frequentare alcuni grandi pittori e scultori. Stare vicino a loro mi dava gioia. Erano le persone pi\u00f9 libere che conoscessi. Vedevano il mondo dall\u2019alto e non subivano (cos\u00ec pensavo) condizionamenti da nessuno. Io volevo essere libera come loro. E con il massimo impegno possibile ho continuato a leggere e studiare. Ero certa che la conoscenza, la politica militante e l\u2019arte potevano togliermi una ad una le paure, i sensi di colpa, quelle che ora chiamo \u201cle negazioni\u201d. All\u2019inizio dipingevo universi di colore, mondi magmatici, velature che si sfioravano, sagome incerte da cui affioravano segni e piccole linee. Forse erano gi\u00e0 i <em>mondi infiniti <\/em>di Giordano Bruno, forse era l\u2019utopia di libert\u00e0 di tutti gli adolescenti. O forse era tutto esterno e l\u2019infinito interno continuava a terrorizzarmi. \u201cOltre le lune e gli uragani\u201d fu il titolo della prima grande personale a Firenze. E quando nel 1989 mi invitarono ad esporre in Germania opere che \u201cparlassero di me\u201d diedi il titolo \u201cFast wie eine Meduse\u201d <em>quasi una medusa<\/em>, medusa di mare. Il cielo era infinito, anche il mare era infinito, ma dentro di me c\u2019erano piccole gocce di veleno paralizzante. Negli anni \u201890 vennero le importanti mostre in Istituzioni e Musei, spesso con indicazioni precise sul tema intorno a cui lavorare: \u201cMatilde signora degli scudi\u201d per il Castello di Canossa, \u201cGilgamesh re di Uruk\u201d per il Museo delle Mura Aureliane a Roma, \u201cLadri di fuoco\u201d per l\u2019Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, e ancora \u201cLe audaci imprese io canto\u201d per la restaurata casa di Ludovico Ariosto a Reggio Emilia. Ma dai mondi e dagli abissi del mare erano iniziate ad uscire nuove forme e presenze seduttive: sciamani, eroi, personaggi coraggiosi che sfidavano l\u2019ignoto. Comparvero grandi volti di donna, sorrisi socchiusi, sguardi leggeri. Non sapevo che cercavo l\u2019immagine femminile, la mia\u2026 e quella degli eroi. Poi nel 2000, per il 600\u00b0 anniversario del rogo di Giordano Bruno, mi sentii pronta a lavorare intorno ai grandi temi della sua filosofia. Ma a Roma nel 2000 c\u2019era da festeggiare il Giubileo, e la mostra fu cancellata. Riuscii a portarla tre anni dopo al castello Aragonese di L\u2019Aquila con il titolo \u201cLe voci del rifiuto. Giordano Bruno\u201d. Sono poi seguite altre mostre istituzionali in cui tentavo di andare sempre pi\u00f9 a fondo nella ricerca: la realt\u00e0 psichica come vera forma di conoscenza, l\u2019origine dell\u2019immagine e il suo legame con la scrittura, il rapporto uomo-donna. Fino alle ultime tre esposizioni presso Istituzioni davvero prestigiose: \u201cMateria energia pensiero\u201d a Palazzo Valentini nel 2008, \u201cNasce da dentro\u201d a Palazzo Venezia nel 2009 e poi \u201cA l\u2019infinito m\u2019ergo\u201d a Castel Sant\u2019Angelo. E tra breve sar\u00f2 ospite al Museo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, sempre a Roma. Una grande soddisfazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; In che modo dipinge?<br \/>\n<\/strong><\/em>Non uso cavalletti ma dipingo con la tela a terra. Cos\u00ec ci posso girare intorno sovrapponendo strato su strato. Detesto gli assi cartesiani, non voglio un orizzonte n\u00e9 forze di gravit\u00e0. Il sopra, il sotto, il misurabile e la nitidezza riguardano il rapporto uomo-natura. La coscienza conosce solo la figura delle cose e l\u2019apparenza non mi interessa. Cos\u00ec mi sono inventata questo lavorare a spirale intorno all\u2019immagine che cresce come per conto suo e a me sembra di non avere pensieri ma solo materia e colore che escono dalle dita. Un\u2019opera \u00e8 riuscita se non la riconosco come mia, come se fosse stato un altro a farla. \u00c8 riuscita se comprendo <em>dopo <\/em>cosa ho dipinto, cosa volevo dire. Il che succede anche dopo mesi o anni. Tra inconscio e coscienza c\u2019\u00e8 quella sorta di \u201cstato sognante\u201d che pu\u00f2 andare avanti per moltissime ore in un isolamento quasi ipnotico. E non solo non ci sono i pensieri, non c\u2019\u00e8 neppure il corpo. Forse \u00e8 la tela la vera pelle.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Nella presentazione della mostra abbiamo letto che \u201cc\u2019\u00e8 una frase incisa nel rosso che, come un filo di seta, cuce tra loro le opere\u201d. Ci spiega cosa vuol dire e quali sono i significati?<br \/>\n<\/strong><\/em><em>Ho intrecciato le nuove immagini ad una potente frase: \u201cLa nascita umana \/ \u00e8 pensiero \/ \u00e8 immagine \/ per trasformazione \/ della realt\u00e0 biologica\u201d. Come ho tentato di dire prima, pensiero e immagine iniziano quando inizia la vita ed emergono dalla realt\u00e0 biologica: la vita e il pensiero nascono dalla materia. Accade una trasformazione per cui compare, proprio per reazione allo stimolo luminoso, una cosa che prima non c\u2019era: la vita. Nel mio totale ateismo posso dire che l\u2019essere umano nasce per un incontro straordinario tra diversi elementi. \u201cMateria energia pensiero\u201d dice Massimo Fagioli. \u00a0Non so. Per tornare al rapporto tra arte e ricerca psichica mi viene da dire che \u00e8 come se la fantasia e la creazione artistica facessero magicamente il percorso opposto: sentire il movimento invisibile dell\u2019essere umano e renderlo materia. Per tutti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Intervista di Cristina Cilli in \u201cFormafluens International Literary Magazine\u201d, (dicembre 2011) in occasione della mostra TEMPO\/MATERIA, Remax Place Roma, dicembre 2011-gennaio 2012.<\/span><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5028 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.31.png\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.31.png 408w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.31-300x166.png 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/>Ti accoglie nei suoi abiti di moderna vestale, Roberta Pugno, nella sua casa atelier. Jeans e morbidi stivaletti di nappa rossi arancio. Dal primo momento che l\u2019ho vista mi \u00e8 sembrato di scorgere che mi porgesse, dal palmo della mano, una fiamma di conoscenza e saggezza. Saranno quei capelli rossi che formano volute di fuoco attorno al suo viso sottile. Il suo lavoro pittorico, materico e tonale, chiede di essere toccato ancor prima che osservato. \u00c8 la fascinazione dei quattro elementi che ti rapisce: il rosso magmatico degli sciamani, l\u2019arancione caldo del dio sole, i marroni laboriosi delle viscere della terra, gli azzurri ventosi delle dee del cielo. \u00c8 quel crepitio di ori, rame e conchiglie, triturate e mescolate con antica sapienza al colore, steso per strati, che insegue un unico filo del discorso, mai uguale a se stesso; \u00e8 quel crepitio che ti invita al silenzio mentre, infine, osservi le epopee dell\u2019<em>anima <\/em>e dell\u2019<em>animus <\/em>stratificate sulle tele di Roberta Pugno. E nel silenzio avverti anche un rumore di pensieri, parole e simboli che aleggiano nell\u2019atelier e che, con segni delicati, prorompono anch\u2019essi dai rilievi sulle tele e dalle incisioni nelle tele, che si lasciano sfiorare. E pare di ascoltare una musica. E mentre mi chiedo come faccia a cogliere l\u2019attimo preciso in cui la materia apparentemente inerte si fa materia vivente, nella vivida armonia di materie, colori e gesti pittorici, mi accorgo che, nelle opere di Roberta, tutto si risolve in una rigorosa coerenza che ti restituisce un\u2019essenzialit\u00e0 meditativa, tanto calda quanto necessaria. Necessaria anche nella poeticit\u00e0 dei titoli dei quadri medesimi: <em>Materiamatrice<\/em><em>, <\/em><em>Simultaneamente la luce<\/em><em>, <\/em><em>Tempo interno,<\/em> <em>Ogni volta diverso<\/em><em>, <\/em>tanto per ricordarne alcuni. C\u2019\u00e8 un che di archetipale che si profonde: non si tratta semplicemente di echi di civilt\u00e0 mediterranee, ma di una ricerca che si propaga tra le civilt\u00e0 perdute di un Mediterraneo che si spinge sino in Medio Oriente, in un dialogo incessante tra l\u2019arte cuneiforme degli scribi e il logos della grecit\u00e0, alla ricerca di una totalizzante felicit\u00e0 primigenia. Una posizione filosofica che si trasfigura in \u201c<em>immagine tempo pensante<strong>\u201d<\/strong><\/em>. Seduta su un divano di pelle bordeaux, rigorosamente con carta e penna per fermare le tracce della memoria, inizio la conversazione con Roberta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Partiamo da una specificit\u00e0 del tuo lavoro, che ben si lega anche con gli intenti della nostra Rivista Formafluens: che rapporto esiste per te, tra pittura e scrittura?<br \/>\n<\/strong><\/em>Per quanto mi riguarda pi\u00f9 che di scrittura preferisco parlare di immagini-segno, di linea&#8230; Ho iniziato lavorando sui caratteri cuneiformi. Mi piaceva la scrittura cuneiforme perch\u00e9 \u00e8 fortemente legata alla materia: la si otteneva incidendo tavolette di argilla con bamb\u00f9 tagliati\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Una scrittura che crea una comunicazione materica, quindi?<br \/>\n<\/strong><\/em>S\u00ec, fortemente sensoriale\u2026 la migliore lettura delle tavolette avveniva la sera quando il sole radente contrastava i pieni e i vuoti\u2026 Poi ho lavorato sulla scrittura fenicia, e su quella etrusca&#8230; ma qui occorrerebbe affrontare quella straordinaria invenzione umana che \u00e8 la linea\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Ma la tua relazione tra il disegno della scrittura e il segno pittorico?<br \/>\n<\/strong><\/em>Diciamo che ho per la scrittura un\u2019ammirazione, una invidia quasi; \u00e8 il massimo di fusione tra espressione e comunicazione. Credo comunque che nel dipingere segni e scrittura vi sia una grande presenza della fantasia. Meno materia hai a disposizione e pi\u00f9 la fantasia \u00e8 costretta ad apportare all\u2019oggetto un movimento \u201cconcentrato\u201d, interno. La fantasia stessa \u00e8 pi\u00f9 libera di spaziare, fino a raggiungere immagini, come dire, le pi\u00f9 vibranti possibili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Vibranti quanto significanti. Le tue lune, sono una forma di scrittura\u2026 l\u2019elemento lunare ricorre molto spesso nei tuoi quadri, penso che so, a \u201cCreare ricreare\u201d, per\u00f2 \u00e8 altrettanto vero che tu dipingi una epopea del Sole.<br \/>\n<\/strong><\/em>Sole e fuoco fanno s\u00ec che io sia vissuta dagli altri come una pittrice \u201cmediterranea\u201d. Mi muovo dal mondo lunare indefinito verso un mondo solare che dona maggiori certezze.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; C\u2019\u00e8 un che di esoterico nelle tue affermazione: \u00e8 proprio della tradizione occidentale prevedere un percorso iniziatico che parta dalle caratteristiche della Luna per approdare a quelle del Sole<\/strong><\/em><strong><em>.<br \/>\n<\/em><\/strong>Il percorso verso la bellezza io lo chiamo realizzazione psichica, che \u00e8 capacit\u00e0 di scendere nella profondit\u00e0 di se stessi con fiducia\u2026 \u00c8 una possibilit\u00e0 che abbiamo tutti e che rende la specie umana diversa da tutte le altre. La mia ricerca sta nel lasciare una traccia la pi\u00f9 duratura possibile di tale capacit\u00e0 di entrare nel profondo di s\u00e9 con gioia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Posso dire che rompi proprio con lo stereotipo ottocentesco dell\u2019artista Sturm und Drang? C\u2019\u00e8 una vitalit\u00e0 in te che fa intravedere con l\u2019arte una relazione amorosa, anzich\u00e9 una travagliata battaglia.<br \/>\n<\/strong><\/em>Io parto da un pensiero: tu non sei il mio nemico, ma qualcuno con cui entrare in rapporto. Anche quello che tu chiami S\u00e9 interiore, o inconscio che dir si voglia, \u00e8 \u201cqualcuno\u201d con cui entrare in rapporto, un diverso. Nel senso che tutti abbiamo una integrit\u00e0 iniziale alla nascita che ci rende uguali. Mi viene da dire che nasciamo senza coscienza. La teoria di una \u201cnascita sana\u201d, per chi lavora con l\u2019arte, \u00e8 una grandissima fonte di energia. Una teoria che contrasta prepotentemente con l\u2019idea del peccato originale, questo pensiero religioso inventato per assoggettare le persone, per impedire loro la realizzazione dell\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Stai parlando della teoria dello psichiatra Massimo Fagioli\u2026<br \/>\n<\/strong><\/em>S\u00ec certo, sto parlando della sua ricerca sulla realt\u00e0 umana, sull\u2019origine del pensiero e della immagine, sulla sua affermazione che l\u2019essere umano \u00e8 per il rapporto. Tutti i grandi artisti sembrano solitari e lontani dall\u2019umanit\u00e0, invece\u2026 \u00e8 proprio per il grande amore e la grande generosit\u00e0 che hanno verso gli esseri umani, che creano opere che muovono emozioni e affetti in persone lontane nel tempo e nello spazio. Esiste sempre un vincolo, come sostiene Giordano Bruno nel \u201c<em>De Vinculis\u201d<\/em>: siamo sempre in relazione gli uni con gli altri. L\u2019altro da s\u00e9 \u00e8 fondamentale perch\u00e8 \u00e8 un viaggio di scoperte continue.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Allora per te l\u2019elemento Terra, che assieme al Fuoco ricorre cos\u00ec tanto nelle tue opere \u00e8 come una sorta di base di partenza della vita e del rapporto con le persone?<br \/>\n<\/strong><\/em>Per me entrare in risonanza fisica \u00e8 fondamentale. E il mio mezzo di rapporto sono le immagini. Ho dipinto da sempre\u2026 poi col tempo, mi sono dotata di una struttura pi\u00f9 solida. L\u2019arte \u00e8 una modalit\u00e0 di conoscenza talmente profonda, insomma non si pu\u00f2 pensare di rubare il \u201cfuoco\u201d senza saperlo gestire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Nella tua fascinazione per i grandi Eroi, c\u2019entra il tuo rapporto con il tempo?<br \/>\n<\/strong><\/em>Io amo i percorsi lunghi: questo \u00e8 un modo per non lasciarsi bruciare dal fuoco, appunto. Mi sono chiesta dove fossi collocata, dove fosse la mia storia. Non la mia storia contingente. Non c\u2019entravano i miei genitori, non c\u2019entravano neppure le sofferenze infantili che pure ho vissuto: io volevo andare oltre. I miei genitori non erano i miei referenti nel lungo percorso, non era a loro che volevo mostrare la mia interiorit\u00e0 o chiedere approvazione. Io avevo gli Eroi e con loro mi confrontavo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>Come \u00e8 arrivato l\u2019incontro con Gilgamesh?<br \/>\n<\/strong><\/em>Come ti dicevo gli Eroi erano i miei referenti: andavo da loro, ne sperimentavo le caratteristiche, felice di tornare ogni volta con qualcosa in pi\u00f9. Nel mio peregrinare, mi dicevo: \u201cVai in quella parte di Storia che la scuola non insegna\u201d. \u00c8 cos\u00ec che mi sono imbattuta nei Sumeri che erano pacifici, evoluti, intelligenti. Hanno inventato la scrittura, non a caso. Gilgamesh \u00e8 un eroe che vive in una societ\u00e0 civilizzata. Molti dei racconti presenti nell\u2019epopea di Gilgamesh sono stati poi ripresi dalla Bibbia che si \u00e8 autodefinita la prima Scrittura. E non \u00e8 vero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Il Diluvio Universale, ad esempio\u2026<br \/>\n<\/strong><\/em>S\u00ec, certo. Invece sono i rapporti umani il nucleo fortissimo dei miei eroi. Quando Gilgamesh incontra Enkidu, un guerriero forte quanto lui, non lo combatte come avevano istigato gli dei, ma ne diventa amico. Enkidu, allevato dagli animali, \u00e8 un uomo primordiale, ma viene iniziato alle arti della civilizzazione da una donna, una prostituta sacra, che in sei giorni e in sette notti d\u2019amore, gli insegna la bellezza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Nell\u2019epopea di Gilgamesh, Shamkat attraverso il rapporto sessuale rende l\u2019uomo civilizzato, lo rende pi\u00f9 intelligente. Tutt\u2019altra storia dalla terribile tentatrice Eva che rende il maschio peccatore, per non parlare di Lilith\u2026<br \/>\n<\/strong><\/em>\u00c8 una visione della immagine femminile positiva, direi rivoluzionaria. Per certi versi c\u2019entra la potenza della Dea Madre molto diffusa nel Medio Oriente. Per non parlare della fondamentale recente scoperta che la donna \u00e8 stata la prima a fare le pitture rupestri, la prima ad esprimersi con le immagini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; E in tutto questo come entra il tuo rapporto con Giordano Bruno?<br \/>\n<\/strong><\/em>Sono convinta che Giordano Bruno avesse una immagine femminile fortissima: lui si ribella come solo le donne sanno fare. Dietro di lui c\u2019\u00e8 Ipazia, non dimentichiamolo. Ma occorre sapersi ribellare, questo \u00e8 il segreto! Come dicevo prima bisognar saper usare il fuoco. Gli eroi suicidi non sono l\u2019unico modello possibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Vorrei tornare al tuo originale uso della materia nei tuoi quadri. Qual \u00e8 stato il percorso?<br \/>\n<\/strong><\/em>Beh, ho bruciato alcuni pavimenti e arredi per fare le mie sperimentazioni. Non avevo leggi n\u00e9 regole da seguire visto che non ho voluto fare l\u2019Accademia e ci sono arrivata per prove ed errori. Il mio intento era quello di portare dentro la pittura la forza della scultura (frequentavo gli studi degli scultori tedeschi) e l\u2019invisibilit\u00e0 del suono (ho fatto molti anni di Conservatorio). Dalla fusione della potenza della scultura con la leggerezza della musica volevo ricavare la profondit\u00e0 delle immagini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Ecco, infatti tu fai un grande uso proprio dei colori della scultura: oro, bronzo, rame.<br \/>\n<\/strong><\/em>S\u00ec, ho la necessit\u00e0 di sperimentare i \u201ccolori della materia\u201d. Oro bronzo e rame hanno in s\u00e9 una forte astrazione, sono privi di connotato figurativo. Mi interessa dare l\u2019immagine della materia come magma incandescente che nasce da dentro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Tu curi molto i titoli dei tuoi quadri.<br \/>\n<\/strong><\/em>\u00c8 nel titolo che cerco di comunicare il pensiero che sta dietro la realizzazione di ogni mio quadro. Il titolo pi\u00f9 \u00e8 corto, pi\u00f9 \u00e8 pregnante, come la poesia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Ma quando ti accingi a dipingere, sono i sogni o le visioni ad ispirarti?<br \/>\n<\/strong><\/em>No, non i sogni, ma le visioni. L\u2019arte \u00e8 un sogno ad occhi aperti, ovviamente tutto diverso dal delirio. Dipingo anche dieci ore di seguito, quasi in uno stato autoipnotico, cos\u00ec posso lasciare sgorgare cose che, per incanto, hanno poi vita propria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; E le simbologie che utilizzi, da cosa scaturiscono?<br \/>\n<\/strong><\/em>I simboli arrivano alla coscienza come concentrati di realt\u00e0. Sono delle visioni. Sono <em>monadi<\/em>, per dirla con Giordano Bruno. Sono forme concentrate di pensiero-energia che necessitano di una specifica forma espressiva e della materia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; E per\u00f2, poi\u2026 in tanta materia astratto-simbolica, nei tuoi quadri emergono anche dei volti\u2026<br \/>\n<\/strong><\/em>Si tratta di forme di colore come quando ti avvicini al volto dell\u2019amato che si fa indistinto e diventa tutta la realt\u00e0. Cos\u00ec, quando dipingo il volto, lo distendo, lo dilato come se si trattasse di un abbraccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"color: #800000;\">Intervista di Diletta Zerilli (febbraio 2006), in \u201cGiordano Bruno L\u2019universo tutto infinito fuori e dentro di noi\u201d, catalogo della omonima mostra a Palazzo Altieri Oriolo Romano (VT), aprile-ottobre 2006.<\/span><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5029 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.56.png\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.56.png 407w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.16.56-300x173.png 300w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/>&#8211; Letteratura, archeologia, storia, filosofia: come hanno trovato una strada espressiva comune questi interessi tanto differenti tra loro e come si legano al suo essere pittrice?<br \/>\n<\/strong><\/em>Sono interessi solo apparentemente molto diversi, in realt\u00e0 hanno una matrice comune, cio\u00e8 studiano tutti l\u2019essere umano, si chiedono chi \u00e8, quale \u00e8 la sua storia, come si esprime. Da una parte ci sono i miei studi classici e filosofici, e dall\u2019altra c\u2019\u00e8 il fatto che dell\u2019essere umano mi ha colpito da sempre la sua capacit\u00e0 di creare immagini. Per cui la mia pittura, pi\u00f9 che seguire un percorso prestabilito, nasce da una dimensione, come dire, di \u201cassecondamento\u201d di quanto mi viene da dentro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; In che modo si \u00e8 avvicinata alla pittura?<br \/>\n<\/strong><\/em>Direi che \u00e8 la pittura che si \u00e8 avvicinata a me! \u00c8 come se fosse sempre stata dentro di me\u2026 Sin da bambina avevo l\u2019esigenza di esprimermi, di fare uscire concretamente i miei mondi fantastici, o semplicemente avevo voglia di dire come vedevo le cose e le persone. Cos\u00ec i disegni e i ritratti che nascevano spontaneamente sul foglio erano il mio mezzo di comunicazione preferito, a volte l\u2019unico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Come nasce la sua ispirazione e la scelta dei temi?<br \/>\n<\/strong><\/em>Me lo chiedo anch\u2019io da dove nasce l\u2019\u201cispirazione\u201d, quella \u201cinsorgenza interna\u201d che ti porta a fare una cosa che prima non c\u2019era. Direi che la passione nasce da movimenti interni a noi sconosciuti, nel senso che non li possiamo determinare prima, ma che sono reali, presenti, a volte prepotenti, e che creano una spinta a \u201cliberare\u201d le sensazioni e le dimensioni pi\u00f9 profonde. Per quel che riguarda i temi, i miei cicli\u2026 tutti in fondo ruotano intorno al problema della conoscenza. Qual \u00e8 poi il rapporto tra pittura e conoscenza, \u00e8 un discorso molto complesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Che legame c\u2019\u00e8 tra la sua pittura e la sua realt\u00e0, la sua vita?<br \/>\n<\/strong><\/em>Se la domanda si riferisce al rapporto con la realt\u00e0, diciamo, percettiva, quella della coscienza, le mie immagini, credo, colgono gli stimoli della realt\u00e0 esterna, ma poi li deformano, un po\u2019 come succede nei sogni, per cui la matrice a volte \u00e8 appena riconoscibile, ma spesso la reazione va, come dire, per conto suo. E allora un incontro, un pensiero o addirittura una storia d\u2019amore diventano quasi un pretesto. La vita\u2026 la mia vita personale si intreccia fortemente con la pittura, nel senso che se sto bene o mi fanno stare bene dipingo in un certo modo, se sto male, in un altro. Ma non \u00e8 detto che ad un dolore corrispondano immagini buie e cupe, anzi, a volte ti escono immagini leggere e fresche . Deve essere per un discorso di resistenza e di vitalit\u00e0; non certo per la banale idea di compensazione. La leggerezza e il movimento o ci sono o non ci sono.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Nella societ\u00e0 attuale molte donne, nel loro legittimo desiderio di emancipazione, tendono a negare le differenze tra i sessi e a ricalcare spesso schemi comportamentali maschili. In gran parte delle sue opere troviamo invece riferimenti al principio maschile e a quello femminile, intesi come elementi differenziati e quasi antitetici. Nella sua visione questi due principi sono opposti ma complementari come lo sono nella filosofia taoista, lo yin e lo yang?<br \/>\n<\/strong><\/em>Una cosa \u00e8 l\u2019emancipazione, che riguarda la sfera sociale e professionale, e l\u00ec si deve essere tutti uguali, un\u2019altra cosa \u00e8 l\u2019identit\u00e0 personale in cui ognuno \u00e8 diverso, e questo tanto pi\u00f9 tra uomo e donna. Quelli che tu chiami principio femminile e maschile sono realt\u00e0 assolutamente diverse, e quanto pi\u00f9 sono, diciamo, se stesse, tanto pi\u00f9 sono differenti, e per complicare le cose, tanto pi\u00f9 sono diverse e tanto pi\u00f9 si attirano, si piacciono\u2026 Insomma, tornando a noi, posso dire che la mia ricerca pittorica sull\u2019immagine femminile e maschile, questo tema uomo-donna, \u00e8 vero, forse ha un legame con la filosofia, con un discorso scientifico\u2026 penso a quel concetto secondo cui ci pu\u00f2 essere conoscenza solo se il soggetto che fa ricerca non coincide con l\u2019oggetto che \u00e8 indagato. Se qualcosa \u00e8 uguale a te, non lo puoi conoscere, solo il diverso pu\u00f2 essere oggetto della conoscenza e, se posso dirlo, dell\u2019amore. Deve essere per questo che ho voluto dare una immagine femminile persino a Giordano Bruno, cio\u00e8 mettere in una mostra sul pensiero bruniano, volti di donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Come \u00e8 nato il ciclo sulla controversa figura di Giordano Bruno?<br \/>\n<\/strong><\/em>Penso che la natura umana sia positiva, anzi, penso proprio che sia sana. Pi\u00f9 precisamente l\u2019essere umano nasce sano, poi eventualmente si ammala\u2026 cio\u00e8 sono convinta che la spinta dell\u2019uomo in generale sia di <em>andare verso <\/em>qualche cosa, e in particolare verso l\u2019altro essere umano, per cui se uno ha di pi\u00f9, non \u00e8 detto che lo usi contro l\u2019altro\u2026 \u00c8 da questi pensieri che nasce il mio amore per gli \u201csciamani\u201d, per gli \u201ceroi\u201d, per coloro che, trovandosi, per fortuna o per crescita personale, un di pi\u00f9, lo danno agli altri. Si tratta ovviamente di una idea assolutamente in antitesi con la teoria dell\u2019<em>homo homini lupus<\/em>. Il geniale Giordano Bruno era tanto generoso quanto coraggioso, non solo perch\u00e9 rifiutando di abiurare, andava consapevolmente incontro alla morte, ma perch\u00e9, lasciamelo idealizzare per un attimo, considerava le sue idee come una sorta di bene collettivo da difendere pi\u00f9 della sua stessa vita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Nel <\/strong><\/em><strong><em>De gli eroici furori <\/em><\/strong><em><strong>Giordano Bruno elogia il \u201cfurioso\u201d, cio\u00e8 chi ricerca eroicamente la verit\u00e0 e non obbedisce ad altri impulsi se non a quelli razionali, contempla \u2013 uso il suo linguaggio \u2013 la natura come unit\u00e0 e infinit\u00e0 e supera tutte le distinzioni che inquinano la vera fonte di conoscenza, cio\u00e8 l\u2019intuizione del principio unico dell\u2019universo. Lei come si pone rispetto a tutto ci\u00f2, si sente una \u201cfuriosa\u201d?<br \/>\n<\/strong><\/em>S\u00ec, sono una \u201cfuriosa\u201d nel senso bruniano\u2026 Mi stava venendo in mente che anche Ludovico Ariosto usa il termine <em>furioso <\/em>per parlare di Orlando, ma l\u00ec ha il significato negativo di pazzo\u2026 Per\u00f2 devo contestare la domanda. Per Giordano Bruno l\u2019\u201ceroico furore\u201d \u00e8 un impulso appassionato e, diciamo, irrazionale che non ha niente a che vedere con la ragione e la razionalit\u00e0. Quando usa il termine <em>ragione <\/em>intende mente, intelletto. Aveva l\u2019assoluta certezza che non era l\u2019approccio razionale quello che faceva avvicinare alla verit\u00e0. Un discorso un po\u2019 diverso vale per il \u201c<em>De umbris idearum\u201d<\/em>, testo in cui Bruno parla non tanto di un percorso verso la conoscenza attraverso la \u201cmente\u201d, quanto di quello che Hilary Gatti propone come metodo dell\u2019approssimazione. Nel \u201c<em>De umbris idearum\u201d <\/em>\u00e8 detto che la conoscenza avviene attraverso l\u2019ombra dell\u2019oggetto, attraverso l\u2019immagine e l\u2019idea dell\u2019oggetto stesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Che ruolo ricoprono nelle sue creazioni il lavoro con la materia e l\u2019uso del colore?<br \/>\n<\/strong><\/em>Non so mai se sia pi\u00f9 importante la materia o il colore; ho come l\u2019impressione che la materia sia colorata. Le superfici in cui vi \u00e8 un rosso, sono aree di fuoco, mentre se invece emerge un blu o un azzurro, c\u2019\u00e8 la sensazione dell\u2019attraversare. Attraversare l\u2019aria? L\u2019acqua? Non so.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Nelle sue tele forme e diverse materie sovrapposte danno l\u2019idea, la percezione, l\u2019ombra dell\u2019essere umano. Tutto questo lascia ampio spazio all\u2019immaginazione che plasma e fa emergere l\u2019immagine da un fondo indefinito come da un magma remoto e misterioso. Ricerca il principio vitale della creazione?<br \/>\n<\/strong><\/em>Santo cielo che domanda! Provo ad usare altri termini\u2026 Direi che, certo, \u00e8 da sempre che cerco la vitalit\u00e0 che \u00e8 all\u2019origine della creativit\u00e0, posso dire che io lavoro, per quel che riguarda la mia visione del mondo, nell\u2019indeterminato e nell\u2019indistinto. Per me l\u2019immagine nasce principalmente dalla indeterminatezza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; E qui si deve proprio citare Giordano Bruno: \u201cIn comune il pittore e il filosofo hanno il compito di contornare con linee l\u2019ombra di un corpo umano\u201d\u2026 Lei ama molto la geometria<\/strong><\/em><strong><em>. <\/em><\/strong><em><strong>Ama le forme pure?<br \/>\n<\/strong><\/em>Mi interessano gli archi di cerchio pi\u00f9 che il cerchio\u2026 e non sono particolarmente attratta dalle cosiddette figure geometriche pure. Con la geometria cerco di esprimere una dimensione non tanto spaziale quanto piuttosto temporale: una certa geometria si ingrandisce, poi ritorna piccola, poi diventa un angolo, e alla fine si accende di un minuscolo fuoco. Ecco, prima si parlava di raccontare: con le forme astratte io racconto cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>&#8211; Per Giordano Bruno \u201cla forma \u00e8 l\u2019anima universale la cui facolt\u00e0 primaria \u00e8 l\u2019intelletto che \u00e8 il vero fabbro del mondo\u201d. Condivide questa affermazione?<br \/>\n<\/strong><\/em>Certo, anche se mi interroghi su una frase molto complessa. Ti rispondo con un\u2019altra proposizione di Bruno, questa invece limpidissima \u201cRiguardo alle cose potenti tutte mutarono a modo loro, ve ne \u00e8 una sola che muta a modo suo tutte le cose: la fantasia dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-5030 size-full\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.17.20.png\" alt=\"\" width=\"867\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.17.20.png 867w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.17.20-300x107.png 300w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.17.20-768x274.png 768w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-04-alle-19.17.20-650x232.png 650w\" sizes=\"(max-width: 867px) 100vw, 867px\" \/><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\">Foto di C. Primangeli e V. S. Moriello<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nata e ho vissuto fino alla adolescenza a Bolzano, terra di confine e citt\u00e0 bilingue. Due culture, quella italiana e quella tedesca, che si incontravano ma pi\u00f9 spesso si scontravano. 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