{"id":2174,"date":"2015-10-23T23:03:21","date_gmt":"2015-10-23T23:03:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=2174"},"modified":"2023-08-05T17:17:51","modified_gmt":"2023-08-05T17:17:51","slug":"materia-infinita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/materia-infinita\/","title":{"rendered":"Materia infinita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; font-size: 22px;\"><strong>IMMAGINI PER GIORDANO BRUNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">SALA MOSTRE &amp; CONVEGNI<br \/>\nGANGEMI EDITORE\u00a0ROMA<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">maggio &#8211; giugno\u00a02011<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Gangemi Editore<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">testi<br \/>\n<i><em>Rosa G. Cipollone<br \/>\n<\/em><em>Antonio Di Micco<br \/>\n<\/em><em>Maria Mantello<br \/>\n<\/em><em>Fulvio Iannaco<\/em><\/i><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2175\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/materia-infinita.png\" alt=\"materia-infinita\" width=\"186\" height=\"354\" \/>da \u201cPRESENTAZIONE\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Periodicamente Roberta Pugno propone i nuovi risultati della sua ricerca sul pensiero libero di Giordano Bruno, primo filosofo del pensiero moderno che determin\u00f2 la fine della visione antropocentrica dell\u2019uomo nell\u2019universo, e delle certezze speculative accademiche e dogmatiche.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 creativa che l\u2019artista svolge a partire dal 2003 si configura come un ciclo pittorico di ricerca e riflessione, un <em>work in progress<\/em> avanzato. La passione nell&#8217;indagare e nel comunicare le idee rivoluzionarie di Giordano Bruno mostra il suo impegno nel difendere il valore laico della libert\u00e0 di pensiero, valido soprattutto in questa epoca di smarrimento, definita da Umberto Galimberti et\u00e0 della <em>techn\u00e8<\/em>, perch\u00e9 la tecnica non tende a uno scopo, non svela verit\u00e0,&#8230;&#8221;funziona\u201d soltanto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 invece sempre qualcosa di misterioso, un confine vago nel rapporto tra arte scienza e conoscenza, e Roberta seguendo quasi filologicamente il pensiero di Giordano &#8211; di cui testi e frasi diventano titoli delle opere stesse &#8211; con sensibilit\u00e0 e sicurezza di chi conosce la materia, il suo senso vitale tra organico e inorganico, le mutazioni, le analogie rivelatrici, ci conduce con sublime coerenza espressiva alle visioni della materia nelle sue infinite mutazioni <em>vicissitudinali, <\/em>in un viaggio che oserei dire quasi iniziatico.<br \/>\nSolo alcune immagini sono evocative della vicenda storica di Bruno, in esse emerge la capacit\u00e0 espressiva degli elementi della sua segregazione in forma simbolica, denunciando la drammaticit\u00e0 sociale di quell\u2019epoca e l\u2019inettitudine di quei mezzi rispetto alla forza dirompente di idee tanto rivoluzionarie. Si susseguono in un <em>continuum<\/em> conoscitivo visioni del mondo e dell\u2019uomo, di una materia in apparente entrop\u00eca, articolata in una estesa e labirintica trama di sapienti aggregazioni e forme geometriche, diverse e inconsuete, ma efficaci. Tutto ha pari dignit\u00e0. Roberta Pugno penetra questa materia magmatica, densa di grumi di intelligenza, ci mostra un cosmo infinito etereo percorso da\u00a0 bagliori di mondi e un universo fatto di estese superfici cromatiche tonali, nei colori della materia primordiale, sfumata opaca ombrosa, ma vibrante al <em>lumen <\/em>del filosofo. Solo occasionalmente la luce appare emergere tracciando sottili percorsi.<br \/>\nSono forse questi i percorsi intellettivi della conoscenza umana, penetranti ma ancora esilissimi, un nulla rispetto alla vastit\u00e0 e complessit\u00e0 di questa materia, ove pi\u00f9 che la ragione, sembra essere la sola intuizione a guidare l\u2019intelletto umano, ad aprire nuove strade, a conquistare nuove frontiere di sapere, a formulare altre ipotesi di scienza, altre matematiche, altre geometrie e forme, per avvicinarsi all\u2019ombra della <em>veritas <\/em>bruniana. Vengono in mente le attuali teorie della quantistica, della relativit\u00e0 e dei frattali, che hanno contraddetto conoscenze fino ai nostri giorni ritenute inconfutabili.<br \/>\nIn questa provvisoriet\u00e0 solo il dono dell\u2019intuizione calma l\u2019ansia dell\u2019ignoto della natura umana nei confronti della incommensurabilit\u00e0 di un \u201cuniverso mondo intelligente\u201d. E l\u2019intuizione collega le due forme di pensiero della scienza e dell\u2019arte, e precede il pensiero filosofico alla guida dell&#8217;intellegibilit\u00e0 della materia.<\/p>\n<p><i><em>Rosa G. Cipollone<\/em><\/i><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>da \u201cALTRI PASSI UN GIORNO SAREBBERO RISUONATI\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra l\u2019orribile carcere in Tor di Nona dove era stato recluso e Campo dei Fiori c\u2019era allora, e c\u2019\u00e8 oggi, meno di un chilometro di strada, un quarto d\u2019ora al massimo a un passo normale. In quell\u2019alba del 17 febbraio 1600, anno santo, la processione che conduceva il filosofo incatenato al supplizio dovette passare prima sotto Santa Maria della Pace, la chiesa che Sisto IV aveva fatto edificare l\u00e0 dove pi\u00f9 di cento anni prima una immagine della Madonna aveva miracolosamente sanguinato, poi percorse via del Pellegrino, nella direzione opposta a quella che tutti i giorni tanti pii devoti percorrevano verso San Pietro in cerca di consolazione e salvezza per le proprie anime piagate, fino a giungere alla piazza. L\u2019ultima.<br \/>\nNon ci sarebbe stata consolazione invece, n\u00e9 salvezza per lui.<br \/>\nGiordano ha dovuto indossare un saio penitenziale, sanguina per la mordacchia che gli hanno serrato sulla bocca \u201cper le bruttissime parole che diceva\u201d, in modo che si possano sentire soltanto le fastidiose litanie dei frati. Essi per quelle litanie sanno di avere la forza e il diritto di ucciderlo. Pubblicamente. Lui, la sua morte l\u2019avrebbe dovuta subire; l\u2019avevano costretto. Di fronte alla Inquisizione di Venezia, per salvarsi e continuare a vivere, aveva anche abiurato, e a Roma, nel lunghissimo processo e fra i tormenti subiti, aveva abilmente mistificato e mentito. Non riconosceva loro alcuna autorit\u00e0, e dava invece la massima importanza alla propria vita, ma alla fine si era reso conto che avrebbe dovuto cedere. Perch\u00e9 solo cos\u00ec la sua immagine e la sua opera sarebbero vissute e per sempre, le sue idee avrebbero continuato a far nascere e ad alimentare i pensieri e le opere di tutti coloro che nei secoli ne avrebbero conservato la memoria. La coerenza e il coraggio di saper essere se stesso avrebbero impedito che le sue idee finissero nell\u2019oblio o al massimo nelle carte di pochi sterili studiosi. Ora invece una grande statua lo ricorda in quello stesso luogo del supplizio nel centro di Roma, e un\u2019altra nel cuore di Berlino, nella Potsdamer Platz.<br \/>\nOggi tutte le ragazze e tutti i ragazzi sanno di lui.<br \/>\nAnche i suoi feroci nemici lo capirono: non sarebbe bastato averlo ucciso, lui il pi\u00f9 fiero nemico del cristianesimo. E la storia del pensiero dei secoli che seguirono, dopo quell\u2019anno santo insanguinato, pu\u00f2 essere letta e pu\u00f2 svelarsi, se la sappiamo interrogare, come una storia di almeno tre diverse e complesse modalit\u00e0 di un tentato radicale annullamento di ci\u00f2 che era stato.<br \/>\nTutte fallite, per la verit\u00e0, se siamo qui a scriverne e a parlarne, se la pittura di Roberta Pugno pu\u00f2 essere esposta e amata.<br \/>\nGiordano Bruno per la prima volta nella storia del pensiero umano aveva costituito un pericolo reale \u2013 mortale? &#8211; per il cristianesimo, che fin dai tempi di Tessalonica aveva iniziato a costruire il proprio dominio per sottomettere tutto il pianeta. Dotti e cardinali, perversi nemici della felicit\u00e0 delle donne e degli uomini, ma non in s\u00e9 stupidi, avevano percepito la minaccia.<br \/>\nOra lui moriva, solo. Ma altri, un domani, non avrebbero potuto forse arrivare a pensare che la visione del filosofo fosse reale? Che il Cristo, mite predicatore dell\u2019amore e della rinuncia a s\u00e9, fosse solo un \u201ctristo\u201d e un \u201cimpostore\u201d? Che le donne e gli uomini, le \u201cforme\u201d, potessero cercare la propria realizzazione senza pi\u00f9 temere la minaccia di un dio inventato, alieno al mondo, un giudice autistico, nulla nel nulla, accusatore di una \u201ccolpa\u201d originaria per la quale \u00e8 obbligatorio sottomettersi?<br \/>\nLa scoperta e la percezione della realt\u00e0 di un mondo pi\u00f9 vasto, continenti di donne e uomini l\u00e0 dove non era previsto che ce ne fossero, aveva gi\u00e0 cominciato a far vacillare il castello di menzogne: se qualcosa di impensato e di impensabile si era dimostrato cos\u00ec reale, forse anche la libert\u00e0 e la gioia &#8211; non meno impensabili, prima &#8211; avrebbero potuto essere reali, un giorno?<br \/>\nGiordano, cos\u00ec, cammina verso il supplizio. Percorre via del Pellegrino e nella solitudine del suo cammino, lontano dal profumo del corpo di donna con cui aveva unito calore e respiro in un attimo infinito dove non esiste la distinzione (cos\u00ec cara alla patristica e alla scolastica) fra anima e corpo, forse Giordano poteva immaginare le masse di devoti che tutti i giorni percorrevano la direzione opposta verso la protettiva materna ombra di San Pietro. Ma sapeva, forse, che, affinch\u00e9 un giorno passi diversi di altri uomini e donne coraggiosi come lui facessero risuonare quella medesima via, adesso era necessario il prezzo orribile del suo supplizio.<br \/>\nNo! \u00abAvete pi\u00f9 paura voi!\u00bb: e i chierici lo sapevano. Non bastava bruciare il corpo di un uomo per annullare un simile pericolo. I migliori cervelli dei secoli successivi vennero messi al lavoro per confermare la verit\u00e0 del cristianesimo e la scissione originaria &#8211; creata &#8211; fra corpo animale e anima immortale spirituale, come unica verit\u00e0. Una regia segreta si mise all\u2019opera per rafforzare e confermare quanto era sempre stato, e per sempre avrebbe dovuto essere. L\u2019antropologia cristiana della scissione andava resa l\u2019unico pensabile.<br \/>\nObbedienti in tanti, si mossero dunque, da tre direzioni.<br \/>\nE vennero, obbedienti, coloro che orgogliosi del proprio acume nel ricercare e nello svelare i segreti della natura non umana, confermarono (e confermano) per totale assenza di qualsiasi immagine alternativa dell\u2019uomo, che il mistero da indagare era solo in essa, nella natura non umana. Perch\u00e9 la natura umana \u00e8 solo quella descritta perfettamente da Genesi ed Ecclesiaste. Vennero gli scienziati, e la modernit\u00e0 progressiva della ragione: ogni frutto poteva essere liberamente gustato, fuori che quell\u2019unico che frate Giordano aveva preteso di suggere e che l\u2019aveva condannato al rogo. Vennero, tremanti,\u00a0 i filosofi, che proprio dell\u2019uomo parlavano invece, a confermare con gli strumenti sopraffini della logica e della dialettica razionale, che la realt\u00e0 e l\u2019uomo non possono essere ontologicamente uno, perch\u00e9 l\u2019uomo e il reale \u00e8 due. Non l\u2019aveva forse gi\u00e0 detto Platone? E lo stesso Cartesio? E poi, addestrato all\u2019astrazione totale e oscena del Talmud, venne Spinoza, ancora pi\u00f9 radicale perch\u00e9 troppo diffidente di quel tanto di corpo che ancora residuava nella <em>res extensa,<\/em> a costituire l\u2019opposto assoluto di Giordano, una visione immateriale e spiritualistica, che tanti poi starnazzanti si sono affrettati a dichiarare derivante da quella del Nolano. Per stupidit\u00e0 o per ingannare tutti: una visione in cui il corpo e la materia diventano un <em>accidens,<\/em> insignificante, perch\u00e9 precario e provvisorio. Perch\u00e9 solo dio \u00e8, veramente. Da loro prender\u00e0 poi vita l\u2019hegelismo e l\u2019heideggerismo. Il corpo umano di gioie dolori immagini e pensieri e vita diventer\u00e0 alla fine combustibile per i forni crematori. Perch\u00e9, tanto, non \u00e8.<br \/>\nE dalla terza via, per quei giovani popoli che dovevano finalmente affrancarsi dalla miseria di cardi e radici dalle quali provenivano, per quelli &#8211; ed erano tanti &#8211; che pensavano di poter fare a meno di ubb\u00ece metafisiche e si appagavano di birra e di carne di montone, vennero, obbedienti, gli sterminatori di selvaggi e gli schiavisti, quelli del capitalismo trionfante, i positivisti di un uomo che \u00e8 tutto, e solo, corpo e necessit\u00e0. C\u2019\u00e8 una lotta naturale del pi\u00f9 violento\u00a0 per la sopraffazione di chi lo \u00e8 meno. Anche loro affollavano i templi, ma per loro l\u2019officiante era lo stesso che armava di cannoni i galeoni. Vennero i pensatori empiristi e utilitaristi, gli anglosassoni. E poi, pi\u00f9 tardi, convinti di combattere contro quelli, \u201cl\u2019opposto<em>\u201d<\/em> che opposto non era: anche per i comunisti infatti la realt\u00e0 umana \u00e8 solo bisogni, calorie e proteine. Non tanto differenti, in fondo, gli uomini dagli animali. Solo un po\u2019 pi\u00f9 efficienti e con bisogni un po\u2019 pi\u00f9 complessi.<br \/>\nTre vie sinergiche per finirla davvero con quest\u2019uomo che aveva osato pensare una materia umana non serva di dio perch\u00e9 divina essa stessa. Che aveva osato capire e dire che il cristianesimo \u00e8 la modalit\u00e0 storicamente pi\u00f9 nemica ed oppressiva della realt\u00e0 umana.<br \/>\nFrate Giordano senza alcuna speranza ma &#8211; incredibilmente &#8211; non disperato, cammina verso quelle fascine accatastate. E la sua vita, con tutta la gioia che quel corpo ha provato, sparir\u00e0 del tutto e per sempre. Lo seppe accettare, con una ampiezza di pensiero che \u00e8 impossibile per noi raffigurarci. Avrebbe cessato di esistere, di l\u00ec a poco, e lo sapeva bene perch\u00e9 l\u2019aveva scritto nelle proprie opere.<br \/>\nPer accettarlo dovette concepire una immagine, pur evanescente e imprecisa, che per quella stessa via del Pellegrino altri passi un giorno sarebbero risuonati, che un giorno altre donne e altri uomini ci sarebbero stati.<br \/>\nPer loro si poteva anche dare la vita. Tutto ci\u00f2 che uno ha.<br \/>\nSe noi oggi qui parliamo di lui \u00e8 perch\u00e9 il disegno mostruoso di annullamento del pensiero di un uomo per i propri simili, in\u00a0 quattro secoli, non \u00e8 riuscito a trionfare. Perch\u00e9 noi, qui, ci siamo, con la schiena ben dritta e nonostante le nostre cicatrici, forti come nuovi bambini forti, bambini di un epoca che ancora non c\u2019\u00e8, ma che ci sar\u00e0. E con noi la pittura di Roberta, irriducibile e superba, e non solitaria, vive.<\/p>\n<p><i><em>Fulvio Iannaco<\/em><\/i><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IMMAGINI PER GIORDANO BRUNO SALA MOSTRE &amp; CONVEGNI GANGEMI EDITORE\u00a0ROMA maggio &#8211; giugno\u00a02011 Gangemi Editore testi Rosa G. 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