{"id":202,"date":"2012-09-18T09:02:01","date_gmt":"2012-09-18T09:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=202"},"modified":"2023-08-05T17:14:03","modified_gmt":"2023-08-05T17:14:03","slug":"202-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/202-2\/","title":{"rendered":"Materia Energia Pensiero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; font-size: 22px;\"><strong>PALAZZO VALENTINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ROMA<br \/>\nmarzo &#8211; aprile 2008<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Colosseo Editore<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">testi<br \/>\n<i>Antonio di Micco \u00a0\u00a0 Rosa Cipollone<\/i><br \/>\n<i>Miroslav Musil \u00a0\u00a0 L\u00fddia Pribi\u0161ov\u00e1<\/i><br \/>\n<i>Immacolata Mancuso \u00a0\u00a0 Marco Pettini<\/i><br \/>\n<i>Raffaella Nicolai \u00a0\u00a0 Mariopaolo Dario<\/i><br \/>\n<i>Fulvio Iannaco<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-325\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/aliviola1-297x300.jpg\" alt=\"aliviola1\" width=\"297\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/aliviola1-297x300.jpg 297w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/aliviola1.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/>da &#8220;ROBERTA PUGNO\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.5em;\">Dopo aver affrontato il discorso della materia (<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Materia e respiro<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, Palazzo Barberini, Roma 1999), del pensiero (<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Vita rilucente Opere per Giordano Bruno<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, Villa Piccolomini, Roma 2005; <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Giordano Bruno L\u2019universo tutto infinito fuori e dentro di noi<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, Palazzo Altieri, Oriolo Romano 2006) e del rapporto tra pensiero e immagine (<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Pensiero interno<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, Sant\u2019Ivo alla Sapienza, Roma 2006), anche attraverso un appassionato confronto con il mondo islamico (Uomo donna infinito, Ambasciata della Repubblica Araba d\u2019Egitto Ufficio Culturale, Roma 2007), Roberta Pugno concentra ora la sua riflessione sull\u2019energia. Quell&#8217;energia che, insita in potenza nella materia, o meglio nella realt\u00e0 biologica, diventa essa stessa movimento capace di far nascere il pensiero. <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Ectoderma<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\"> (2006), l&#8217;opera che apre il catalogo, propone in colorate forme rotanti quella sottile realt\u00e0 embrionale, <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">l&#8217;ectoderma <\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">appunto, da cui derivano la pelle, il cervello, ma anche la vitalit\u00e0 dell&#8217;essere umano.<\/span><br \/>\nLungo il percorso espositivo si susseguono, vive e intelligenti, le complesse e asimmetriche immagini dell\u2019artista, alle quali si contrappongono, ugualmente \u201canimate\u201d e in maniera complementare, le essenziali e regolari composizioni plastiche di J\u00e1n Hoffst\u00e4dter.<br \/>\nI dipinti \u201cpugnani\u201d, alcuni astratti altri figurativi, dai violenti e vigorosi colori e dalla densa e fluente materia, richiamano i potenti impulsi dell\u2019universo e della materia che lo compone. Ogni elemento, a cui la propria energia ha donato intelletto, va alla ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 sconosciuto, vuole arricchirsi, vuole mettersi in gioco.<br \/>\nIn <i>Due lune<\/i> (2006), due forme ovali dal colore notturno, dopo essersi accostate (e fuse?) si separano: il solco verticale, che procede netto a dividere in due la tela, fa rientrare ciascuna nel proprio mondo.<br \/>\nNell\u2019opera <i>Insinuami l\u2019infinito<\/i> (2007) una bellissima figura femminile, dal corpo morbido e sinuoso, fluttua come elettricit\u00e0 nella sciolta atmosfera, lanciandosi andare verso un attraente uomo che la aspetta. Le due figure, possenti e decise (come sottolinea la marcata spina dorsale, simbolo per la Pugno della identit\u00e0), invase da lievi venature rosse, emblemi della trasformazione, vivono l\u2019incontro con \u201cci\u00f2 che \u00e8 diverso\u201d abbandonandosi allo scambio reciproco. E cos\u00ec <i>Uomo rosso<\/i> (2007), in cui un uomo dal volto accennato ma molto espressivo, si lascia andare totalmente alla gioia e alla tenerezza regalate, pensiamo noi, dal bambino che tiene in braccio. E cos\u00ec Prendoluce (2008), dove una donna con gli occhi chiusi si immerge nella limpidezza cristallina del suo essere.<br \/>\nIn altri dipinti, invece, il contatto profondo tra entit\u00e0 avviene solo dopo un diffidente e pungente confronto\/scontro.<br \/>\nIn <i>Profilo<\/i> (2007), la superba figura maschile verde acceso, circondata da una spigolosa e tagliente materia che marca la sua spavalderia e il suo distacco dal mondo, guarda la sua interlocutrice come per sfidarla a tirar fuori intelligenza e bellezza. E lei, una possente e combattiva figura vermiglia (<i>Dimmi<\/i>, 2008), risponde esibendo la sua audacia e la sua sicurezza.<br \/>\nTuttavia, il lento sciogliersi della struttura reticolata che compone l\u2019immagine femminile, e il sottile diffondersi di pi\u00f9 morbide sostanze nella materia del viso maschile, annunciano l\u2019inizio di una reciproca apertura che porter\u00e0 i due individui a incrociarsi e, forse, a \u201csentirsi risuonare l\u2019uno nell\u2019altro\u201d (<i>Tumirisuoni<\/i> 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Immacolata Mancuso<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">da \u201cENERGIE INVISIBILI E REALTA&#8217; UMANA\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;Infine esiste la possibilit\u00e0 di veicolare informazione anche mediante entit\u00e0 fisiche non materiali e non energetiche. Ci\u00f2 diventa possibile quando si tratti di fenomeni descritti dalla fisica quantistica nel cui ambito le particelle materiali sono, per cos\u00ec dire, animate da una vibrazione interna descritta dalla &#8220;fase della funzione d&#8217;onda&#8221; ad esse associata. Agire dall&#8217;esterno sulla fase della funzione d&#8217;onda di un sistema fisico composto da una o pi\u00f9 particelle comporta un&#8217;alterazione del comportamento del sistema.<br \/>\nOra, dato che i campi elettromagnetici sono &#8220;figli&#8221; di entit\u00e0 pi\u00f9 importanti, i campi dei potenziali elettromagnetici, e dato che esistono configurazioni di questi campi di potenziali elettromagnetici cui corrispondono campi elettrici e magnetici nulli, ovvero a queste configurazioni di campi di potenziale elettromagnetico non \u00e8 associata alcuna energia, e che questi campi di potenziale sono in grado di modificare le fasi delle funzioni d&#8217;onda di particelle descritte dalla fisica quantistica, ne consegue che anche entit\u00e0 non materiali e non energetiche possono trasportare informazione ed alterare la dinamica di sistemi quantistici (effetto Aharonov-Bohm).<br \/>\nEsistono perfino influenze reciproche, fra sistemi descritti dalla fisica quantistica, che avvengono senza scambio di materia, n\u00e9 di energia, n\u00e9 di informazione nel senso sopra accennato, sono i fenomeni connessi alla cosiddetta nonlocalit\u00e0 quantistica che sfidano duramente il nostro senso comune ma che sono verificati sperimentalmente con grande precisione.<br \/>\nDalle modalit\u00e0 con cui si manifesta la creativit\u00e0` umana, in particolare rispetto alla matematica, alla luce del teorema di G\u00f6del, si pu\u00f2 argomentare che il funzionamento del pensiero senza coscienza \u00e8 di tipo non-computazionale, ovvero non pu\u00f2 essere scomposto in un numero finito di processi logici elementari, ci\u00f2 che invece \u00e8 possibile per il pensiero razionale e cosciente.<br \/>\nDa qui segue che:<br \/>\na) il pensiero inconscio \u00e8 qualitativamente pi\u00f9 potente di quello razionale della coscienza di veglia;<br \/>\nb) i modelli correnti per la descrizione del funzionamento di reti di neuroni (quali il classico modello di Hodgkin-Huxley) sono assolutamente inadeguati a rendere conto del funzionamento non computazionale del pensiero senza coscienza.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">L&#8217;unico ambito della fisica ad oggi nota in cui esiste un fenomeno di tipo non computazionale \u00e8 la fisica quantistica; inoltre le uniche strutture materiali che sembrano poter ospitare dei fenomeni quantistici alla scala di una rete di neuroni sono i microtubuli dei citoscheletri neuronali.<\/span><br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Molti argomenti sembrano supportare in modo convincente l&#8217;ipotesi che l&#8217;ultra rete formata dai citoscheletri neuronali sia la microstruttura rilevante per comprendere la realt\u00e0 non materiale della mente umana, in particolare quella non cosciente, e dunque che siano quegli stessi fenomeni &#8220;esotici&#8221; del mondo quantistico a dominare il funzionamento di una fisica della mente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Marco Pettini<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALAZZO VALENTINI ROMA marzo &#8211; aprile 2008 Colosseo Editore testi Antonio di Micco \u00a0\u00a0 Rosa Cipollone Miroslav Musil \u00a0\u00a0 L\u00fddia Pribi\u0161ov\u00e1 Immacolata Mancuso \u00a0\u00a0 Marco Pettini Raffaella Nicolai \u00a0\u00a0 Mariopaolo Dario Fulvio Iannaco &nbsp; &nbsp; da &#8220;ROBERTA PUGNO\u201d Dopo aver&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":327,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/202"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=202"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/202\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5105,"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/202\/revisions\/5105"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}