{"id":198,"date":"2012-09-18T08:57:01","date_gmt":"2012-09-18T08:57:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=198"},"modified":"2023-08-05T17:12:17","modified_gmt":"2023-08-05T17:12:17","slug":"giordano-bruno-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/giordano-bruno-2\/","title":{"rendered":"L\u2019universo tutto infinito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; font-size: 22px;\"><strong>FUORI E DENTRO DI NOI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PALAZZO ALTIERI<\/strong><br \/>\nORIOLO ROMANO<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">aprile \u2013 ottobre 2006<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Grafica Romana. Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">testi<br \/>\n<i>Anna Maria Affanni<\/i><br \/>\n<i>Rosa G. Cipollone<\/i><br \/>\n<i>Hilary Gatti<\/i><br \/>\n<i>Antonio Di Micco<\/i><br \/>\n<i>Cristina Danese<\/i><br \/>\n<i>Immacolata Mancuso<\/i><br \/>\n<i>Diletta Zerilli<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-322\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scrittura-interna-300x298.jpg\" alt=\"scrittura interna\" width=\"300\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scrittura-interna-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scrittura-interna-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scrittura-interna-225x225.jpg 225w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scrittura-interna.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>da &#8220;DAL NOTO ALL\u2019IGNOTO, DAL FINITO ALL\u2019INFINITO&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i style=\"line-height: 1.5em;\">Giordano Bruno. L\u2019universo tutto infinito, fuori e dentro di noi<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">: il titolo della mostra \u00e8 una affermazione deduttiva a suo modo ardita, perch\u00e9 dice che l\u2019idea dell\u2019infinitezza dell\u2019universo poteva partire solo da una mente talmente libera da vincoli e pregiudizi da avere di se stessa e delle proprie potenzialit\u00e0 una idea di illimitatezza, di infinito appunto. E a rendere la filosofia bruniana ancora pi\u00f9 complessa e di una attualit\u00e0 sconcertante c\u2019\u00e8 il fatto che alla concezione di infinito si intreccia di continuo l\u2019idea di una dimensione relativistica della realt\u00e0. Come cercare di capire tanta genialit\u00e0, quella che ha stimolato Roberta Pugno alla creazione di immagini davvero originali, nel loro fluttuare tra sogno, storia e realt\u00e0? Un modo, forse, \u00e8 quello di andare a vedere cosa \u00e8 accaduto prima, cosa ha preceduto la vita breve e intensa del filosofo nolano. Scopriamo allora che il periodo che va dalla fine del \u2018400 alla met\u00e0 del \u2018500 fu un periodo ricco, se non proprio di idee, certamente di intuizioni. Un periodo che inizi\u00f2 con una scoperta unica nella storia, quella nata dal coraggio di spingersi l\u00e0 dove nessuno aveva mai osato andare: oltre le Colonne d\u2019Ercole\u2026<br \/>\n\u2026Con un rifiuto dell\u2019esistente davvero eccezionale , Colombo decise di affrontare l\u2019ovest, la dimensione della notte, del sonno, del sogno, possiamo dire del non cosciente.<br \/>\nGli esploratori e i navigatori infatti si erano sempre spinti a est, a oriente, l\u00e0 dove il sole che sorge rimane punto di riferimento per tutta la giornata. Quindi l\u2019est era la veglia, la conoscenza guidata dai cinque sensi e dalla ragione: si sapeva, si vedeva dove si stava andando, dove si era e come si poteva tornare indietro. Verso est si era spinto Ulisse, e verso oriente si era diretto Marco Polo. Il viaggio di Colombo si bas\u00f2 essenzialmente su una grande intuizione che difese per tutta la vita. Ma il rifiuto non fu totale. Come spaventato dall\u2019enormit\u00e0 della sua scoperta, Colombo fece immediatamente un passo indietro, continu\u00f2 a dire di aver raggiunto le Indie e, proprio lui che aveva distrutto credenze di sempre, divenne, nell\u2019ultimo periodo della sua vita, religiosissimo. Nonostante questo, il suo viaggio rimane la prova di quanto la conquista di uno spazio esterno comporti subito l\u2019ampliamento e qualche volta il rovesciamento dello spazio interno.<br \/>\nCome se l\u2019uomo, aprendo varchi alla conoscenza e alle sensazioni derivanti da un nuovo spazio fisico prima di allora sconosciuto, riuscisse anche a creare una nuova conoscenza di s\u00e9. Possiamo arrivare a dire che ad un aumento dello spazio esterno corrisponde inevitabilmente un aumento dello spazio interno e che la scoperta del nuovo mondo non fu solo una rivoluzione materiale, ma un momento fondamentale della crescita del pensiero umano. Cristoforo Colombo spost\u00f2 dunque il confine materiale verso una terra nuova e sconosciuta, lacer\u00f2 i limiti di una conoscenza umana prigioniera delle credenze, spinse il pensiero dal conosciuto all\u2019ignoto, Giordano Bruno, con ancor pi\u00f9 coraggio, sposter\u00e0 il confine del pensiero dal finito ad una dimensione infinita. Entrambi tesi verso il mondo della fantasia, forse verso il mondo dell\u2019intelligenza inconscia, l\u2019unica capace di dare all\u2019uomo la libert\u00e0 di creare l\u2019infinito fuori e soprattutto dentro di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i style=\"line-height: 1.5em;\">Antonio Di Micco<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\">da \u201cDAL NOTO ALL\u2019IGNOTO, DAL FINITO ALL\u2019INFINITO\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026l\u2019elemento tonale \u00e8 di importanza fondante nel cromatismo della Pugno. La sua pittura, che nasce come astrazione, mantiene costante nella sua matericit\u00e0 la sperimentazione sul colore. Si tratta spesso di un ritornare e rielaborare il modello del monocromo, pure caro ad un artista che nella materia ha il suo medium espressivo d\u2019elezione, come il Burri dei grandi <i>Cretti<\/i>. Ma un monocromo rivisitato alla luce di mille e mille sfumature, variazioni, giochi di luci e di ombre: dell\u2019esperienza tonale rimangono accenni, e come le vibrazioni della materia percorrono la superficie dell\u2019opera, cos\u00ec anche il colore non pu\u00f2 essere steso per campiture piatte, ma quasi si lascia vedere per accenni, per ombre, per velature che ora si scostano ora si sovrappongono a scoprire pi\u00f9 che comporre l\u2019immagine.<br \/>\nIl colore si fonde con la materia, e questa combinazione viene esemplificata dal ricorrere di alcuni elementi cromatici forti: i rossi caldi e profondi del coraggio dell\u2019<i>Eroe<\/i>, i blu e gli azzurri della materia dello spazio infinito bruniano ma che sembrerebbero anche <i>il sussurro dell\u2019acqua<\/i> (peraltro titolo di un\u2019opera del 1998). E soprattutto il marrone della materia originaria e della terra, e l\u2019oro e il bronzo, che del marrone sono una declinazione ma che allo stesso tempo <i>sono<\/i> materia essi stessi.<br \/>\nLo vediamo in <i>Porte dell\u2019invisibile<\/i> o in <i>De magia naturali<\/i> dove l\u2019artista allude e rimanda forse in modo pi\u00f9 evidente al dato di realt\u00e0, pur non arrivando mai a fingere apertamente l\u2019oggetto della rappresentazione. La predilezione per questi colori-materie \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente nel dittico <i>Amor\u2026 ch\u2019apre le porte di diamante nere<\/i>, dove entrano in scena il nero caldo delle <i>Combustioni<\/i> di Burri, o l\u2019esplorazione delle possibilit\u00e0 pittoriche del legno modificato dal fuoco di Nunzio: si tratta qui del carbone di una fucina da cui scaturisce l\u2019esplosione di oro e di tasselli di mosaico che rivelano un volto femminile di matrice insieme terrestre e sensuale.<br \/>\nQuesta pittura densa di colore e di materia, che si avvale dell\u2019uso di sabbie e di colle, supera il supporto bidimensionale, si proietta verso l\u2019osservatore, invade l\u2019ambiente e ne cattura la luce, che non \u00e8 mai netta ma tessuta di ombre e bagliori. Lo spazio pittorico viene strutturato tramite la sovrapposizione di materie sul supporto, di spessi strati di colore scelto per il suo valore tattile e cromatico, che spesso impedisce una distinzione netta tra forma e spazio.<br \/>\nLa forza plastica delle immagini si impone all\u2019attenzione, nelle opere astratte come in quelle figurative.<br \/>\n\u00c8 stato giustamente detto che astrazione e figurazione si compenetrano fino a far emergere l\u2019immagine dalla materia, nell\u2019unit\u00e0 bruniana di vita e materia infinita\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i style=\"line-height: 1.5em;\">Cristina Danese<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\">da &#8220;UN\u2019INTERVISTA&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Letteratura, archeologia, storia, filosofia: come hanno trovato una strada espressiva comune questi interessi tanto differenti tra loro e come si legano al suo essere pittrice?<\/i><br \/>\nSono interessi solo apparentemente molto diversi, in realt\u00e0 hanno una matrice comune, cio\u00e8 studiano tutti l\u2019essere umano, si chiedono chi \u00e8, quale \u00e8 la sua storia, come si esprime. Da una parte ci sono i miei studi classici e filosofici, e dall\u2019altra c\u2019\u00e8 il fatto che dell\u2019essere umano mi ha colpito da sempre la sua capacit\u00e0 di creare immagini. Per cui la mia pittura, pi\u00f9 che seguire un percorso prestabilito, nasce da una dimensione, come dire, di \u201cassecondamento\u201d di quanto mi viene da dentro.<br \/>\n<i>In che modo si \u00e8 avvicinata alla pittura?<\/i><br \/>\nDirei che \u00e8 la pittura che si \u00e8 avvicinata a me! \u00c8 come se fosse sempre stata dentro di me\u2026 Sin da bambina avevo l\u2019esigenza di esprimermi, di fare uscire concretamente i miei mondi fantastici, o semplicemente avevo voglia di dire come vedevo le cose o le persone. Cos\u00ec i disegni e i ritratti che nascevano spontaneamente sul foglio erano il mio mezzo di comunicazione preferito, a volte l\u2019unico, ma io lo consideravo un dono.<br \/>\n<i>Come nasce la sua ispirazione e la scelta dei temi?<\/i><br \/>\nMe lo chiedo anch\u2019io da dove nasce l\u2019\u201cispirazione\u201d, quella \u201cinsorgenza interna\u201d che ti porta a fare una cosa che prima non c\u2019era. Direi che la passione nasce da movimenti interni a noi sconosciuti, nel senso che non li possiamo determinare prima, ma che sono reali, presenti, a volte prepotenti, e che creano una spinta a liberare le sensazioni e le dimensioni pi\u00f9 profonde.<br \/>\nPer quel che riguarda i temi, i miei cicli\u2026 tutti in fondo ruotano intorno al problema della conoscenza. Qual \u00e8 poi il rapporto tra pittura e conoscenza, \u00e8 un discorso molto complesso<br \/>\n<i>Che legame c\u2019\u00e8 tra la sua pittura e la sua realt\u00e0, la sua vita?<\/i><br \/>\nSe la domanda si riferisce al rapporto con la realt\u00e0, diciamo, percettiva, quella della coscienza, le mie immagini, credo, colgono gli stimoli della realt\u00e0 esterna, ma poi li deformano, un po\u2019 come succede nei sogni, per cui la matrice a volte \u00e8 appena riconoscibile, ma spesso la reazione va, come dire\u2026 per conto suo. E allora un incontro, un pensiero o addirittura una storia d\u2019amore diventano quasi un pretesto.<br \/>\nLa vita\u2026 la mia vita personale si intreccia fortemente con la pittura, nel senso che se sto bene o mi fanno stare bene dipingo in un certo modo, se sto male, in un altro. Ma non \u00e8 detto che ad un dolore corrispondano immagini buie e cupe, anzi, a volte ti escono immagini leggere e fresche.<br \/>\nDeve essere per un discorso di resistenza e di vitalit\u00e0; non certo per la banale idea di compensazione.<br \/>\nLa leggerezza e il movimento o ci sono o non ci sono.<br \/>\nNella societ\u00e0 attuale molte donne, nel loro legittimo desiderio di emancipazione, tendono a negare le differenze tra i sessi e a ricalcare spesso schemi comportamentali maschili. In gran parte delle sue opere troviamo invece riferimenti al principio maschile e a quello femminile, intesi come elementi differenziati e quasi antitetici. Nella sua visione questi due principi sono opposti ma complementari come lo sono nella filosofia taoista, lo yin e lo yang?<br \/>\nUna cosa \u00e8 l\u2019emancipazione, che riguarda la sfera sociale e professionale, e l\u00ec si deve essere tutti uguali, un\u2019altra cosa \u00e8 l\u2019identit\u00e0 personale in cui ognuno \u00e8 diverso, e questo tanto pi\u00f9 tra uomo e donna. Quelli che tu chiami principio femminile e maschile sono realt\u00e0 assolutamente diverse, e quanto pi\u00f9 sono, diciamo, se stesse, tanto pi\u00f9 sono differenti, e per complicare le cose, tanto pi\u00f9 sono diverse e tanto pi\u00f9 si attirano, si piacciono\u2026 Insomma, tornando a noi, posso dire che la mia ricerca pittorica sull\u2019immagine femminile e maschile, questo tema uomo-donna, \u00e8 vero, forse ha un legame con la filosofia, con un discorso scientifico,\u2026 penso a quel concetto secondo cui ci pu\u00f2 essere conoscenza solo se il soggetto che fa ricerca non coincide con l\u2019oggetto che \u00e8 indagato. Se qualcosa \u00e8 uguale a te, non lo puoi conoscere, solo il diverso pu\u00f2 essere oggetto della conoscenza e\u2026, se posso dirlo, dell\u2019amore.<br \/>\nDeve essere per questo che ho voluto dare un\u2019immagine femminile persino a Giordano Bruno, cio\u00e8 mettere in una mostra di opere sul pensiero bruniano, volti di donna.<br \/>\n<i style=\"line-height: 1.5em;\">Come \u00e8 nato il ciclo sulla controversa figura di Giordano Bruno?<\/i><br \/>\nPenso che la natura umana sia positiva, anzi, penso proprio che sia sana. Meglio, l\u2019essere umano nasce sano, poi eventualmente si ammala\u2026 cio\u00e8 sono convinta che la spinta dell\u2019uomo in generale sia di <i>andare verso<\/i> qualche cosa, e in particolare verso l\u2019altro essere umano, per cui se uno ha di pi\u00f9, non \u00e8 detto che lo usi contro l\u2019altro\u2026 \u00c8 da questi pensieri che nasce il mio amore per gli \u201csciamani\u201d, per gli \u201ceroi\u201d, per coloro che, trovandosi, per fortuna o per crescita personale, un di pi\u00f9, lo danno agli altri. Si tratta ovviamente di un\u2019idea assolutamente in antitesi con la teoria dell\u2019<i>homo homini lupus<\/i>.<br \/>\nIl geniale Giordano Bruno era tanto generoso quanto coraggioso, non solo perch\u00e9 rifiutando di abiurare, andava consapevolmente incontro alla morte, ma perch\u00e9 considerava, lasciamelo idealizzare per un attimo, le sue idee una sorta di bene collettivo da difendere pi\u00f9 della sua stessa vita.<br \/>\nNel De gli eroici furori Giordano Bruno elogia il \u201cfurioso\u201d, cio\u00e8 chi ricerca eroicamente la verit\u00e0 e non obbedisce ad altri impulsi se non a quelli razionali, contempla &#8211; uso il suo linguaggio &#8211; la natura come unit\u00e0 e infinit\u00e0 e supera tutte le distinzioni che inquinano la vera fonte di conoscenza, cio\u00e8 l\u2019intuizione del principio unico dell\u2019universo. Lei come si pone rispetto a tutto ci\u00f2, si sente una \u201cfuriosa\u201d?<br \/>\nS\u00ec, sono una \u201cfuriosa\u201d nel senso bruniano\u2026 Mi stava venendo in mente che anche Ludovico Ariosto usa il termine <i>furioso<\/i> per parlare di Orlando, ma l\u00ec ha il significato negativo di pazzo, folle\u2026<br \/>\nPer\u00f2 devo contestare la domanda.<br \/>\nPer Giordano Bruno l\u2019\u201ceroico furore\u201d \u00e8 un impulso appassionato e, diciamo, irrazionale che non ha niente a che vedere con la ragione e la razionalit\u00e0. Quando usa il termine <i>ragione<\/i> intende <i>mente<\/i>, o <i>intelletto<\/i>. Aveva l\u2019assoluta certezza che non era l\u2019approccio razionale quello che faceva avvicinare alla verit\u00e0.<br \/>\nUn discorso diverso vale per il <i>De umbris idearum<\/i>, testo in cui Bruno parla non tanto di un percorso verso la conoscenza attraverso la ragione, quanto di quello che Hilary Gatti propone come metodo dell\u2019approssimazione. Nel <i>De umbris idearum<\/i> \u00e8 detto che la conoscenza avviene attraverso l\u2019ombra dell\u2019oggetto, l\u2019immagine e quindi l\u2019idea dell\u2019oggetto.<br \/>\n<i>Che ruolo ricoprono nelle sue creazioni il lavoro con la materia e l\u2019uso del colore?<\/i><br \/>\nNon so mai se sia pi\u00f9 importante la materia o il colore; ho come l\u2019impressione che la materia sia colorata. Le superfici in cui vi \u00e8 un rosso, sono aree di fuoco, mentre se invece emerge un blu o un azzurro, c\u2019\u00e8 la sensazione dell\u2019attraversare. Attraversare l\u2019aria? L\u2019acqua?<br \/>\n<i>Nelle sue tele, forme e diverse materie sovrapposte danno l\u2019idea, la percezione, l\u2019ombra, dell\u2019essere umano. Tutto questo lascia ampio spazio all\u2019immaginazione che plasma e fa emergere l\u2019immagine da un fondo indefinito come da un magma remoto e misterioso. Ricerca il principio vitale della creazione?<\/i><br \/>\nSanto cielo che domanda! Provo ad usare altri termini&#8230; Direi che, certo, \u00e8 da sempre che cerco la vitalit\u00e0 che \u00e8 all\u2019origine della creativit\u00e0, posso dire che io lavoro, per quel che riguarda la mia visione del mondo o l\u2019essere umano, nell\u2019indeterminato e nell\u2019indistinto. Per me l\u2019immagine nasce principalmente dall\u2019indeterminatezza.<br \/>\nE qui si deve proprio citare Giordano Bruno: \u201cIn comune il pittore e il filosofo hanno il compito di contornare con linee l&#8217;ombra di un corpo umano\u201d.<br \/>\n<i>Lei ama molto la geometria<\/i>. <i>Penso a<\/i> Realt\u00e0 originaria <i>o a<\/i> Disco solare. <i>Ama le forme pure? E che elaborazione ha avuto il trittico intitolato<\/i> Sustanza sensitiva?<br \/>\nMi interessano gli archi di cerchio pi\u00f9 che il cerchio\u2026 e non sono particolarmente attratta dalle cosiddette figure geometriche pure.<br \/>\nCos\u00ec nel trittico ho voluto esprimere una dimensione non tanto spaziale quanto piuttosto temporale: una certa geometria si ingrandisce, poi ritorna piccola, poi diventa un angolo, e alla fine si accende di un minuscolo fuoco. Ecco, prima si parlava di raccontare: con le forme astratte io racconto cos\u00ec.<br \/>\nPer Giordano Bruno \u201cla forma \u00e8 l&#8217;anima universale la cui facolt\u00e0 primaria \u00e8 l&#8217;intelletto che \u00e8 il vero fabbro del mondo\u201d. Condivide questa affermazione?<br \/>\nCerto, anche se mi interroghi su una frase molto complessa. Ti rispondo con un\u2019altra proposizione di Bruno, questa invece limpidissima \u201cRiguardo alle cose potenti tutte mutarono a modo loro, ve ne \u00e8 una sola che muta a modo suo tutte le cose: la fantasia dell\u2019uomo\u201d.<br \/>\n<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Diletta Zerilli<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: left;\">da &#8220;UN PERCORSO ATTRAVERSO L\u2019INFINITO&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, ospitata nelle sale riservate alle esposizioni d\u2019arte contemporanea del Museo di Palazzo Altieri, ripercorre una parte dell\u2019attivit\u00e0 artistica di Roberta Pugno compresa tra il 1997 e il 2006.<br \/>\nScopo della rassegna \u00e8 di raccontare, attraverso le immagini, il pensiero filosofico di Giordano Bruno e di celebrare il valore supremo della libert\u00e0 di pensiero.<br \/>\nProseguendo nel suo costante interesse per l\u2019essere umano e la sua storia, dopo esperienze atistiche dedicate a personaggi come il re sumero Gilgamesh o gli eroi dell\u2019Orlando Furioso, la pittrice punta l\u2019attenzione sul filosofo nolano che, mettendo in discussione le tradizionali convinzioni cosmologiche basate sulla finitezza del mondo e sul geocentrismo, sovvert\u00ec il modo di concepire il cosmo e la figura dell\u2019uomo.<br \/>\nIl percorso espositivo, ordinato tematicamente ( un gruppo di opere richiama i trattati filosofici, un altro gruppo cita il pensiero di Bruno\u201d, \u00e8 un coinvolgente cammino attraverso l\u2019infinito universo bruniano, dove tutte le cose, compreso l\u2019uomo, sono costituite dalla stessa materia e hanno un\u2019anima e un intelletto.<br \/>\nLe immagini, in parte astratte in parte figutarative, racchiudono espressioni dell\u2019inesauribile mutamento della natura che, spinta e mossa perennemente dal vivo spirito presente in essa, si muodifica acquistando sempre forme nuve.<br \/>\nLa trasformazione degli elementi del cosmo percorre le superfici delle opere attraverso la densa e \u201canimata\u201d materia che, accompagnata dal \u201cpulsante\u201d colore, diventa il mezzo espressivo dell\u2019assoluta unit\u00e0 tra le cose\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Immacolata Mancuso<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FUORI E DENTRO DI NOI PALAZZO ALTIERI ORIOLO ROMANO aprile \u2013 ottobre 2006 Grafica Romana. 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