{"id":161,"date":"2012-09-16T13:07:36","date_gmt":"2012-09-16T13:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=161"},"modified":"2023-08-05T16:58:11","modified_gmt":"2023-08-05T16:58:11","slug":"giordano-bruno","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/giordano-bruno\/","title":{"rendered":"Giordano Bruno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>LE IMMAGINI DEL RIFIUTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">CASTELLO ARAGONESE<br \/>\nL&#8217;AQUILA<br \/>\nfebbraio &#8211; marzo 2003<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">GraficArt. Formia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">testi<br \/>\n<i>Gianni Bulian<\/i><br \/>\n<i>Michele Ciliberto<\/i><br \/>\n<i>Antonella Serafini<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-306\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/majori-forsan-137x300.jpg\" alt=\"majori forsan\" width=\"137\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/majori-forsan-137x300.jpg 137w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/majori-forsan-468x1024.jpg 468w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/majori-forsan.jpg 697w\" sizes=\"(max-width: 137px) 100vw, 137px\" \/>da \u201cCONSAPEVOLE O INCONSAPEVOLE\u201d<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u2026Ci\u00f2 che colpisce nell\u2019attivit\u00e0 pittorica di Roberta Pugno, e soprattutto nelle sue ultime composizioni (per intendersi, in quelle realizzate tra il 2001 e il 2002 e, in modo particolare, in quelle dedicate a Giordano Bruno), \u00e8 il collocarsi \u2013 consapevole o inconsapevole che esso sia \u2013 su questo filo di problemi, nel vivo di un&#8217;attivit\u00e0 pittorica che valorizza, come punto centrale, il tema della Vita \u2013 materia infinita, con una conseguente, nette presa di distanza dalle forme tradizionalmente antropocentriche.<br \/>\n<\/span>\u00c8 sintomatico, da questo punto di vista, che nelle opere pi\u00f9 recenti della Pugno l\u2019elemento figurativo sia meno presente all\u2019interno di una potente valorizzazione dell\u2019elemento materico, sollecitato da una complessit\u00e0 di strati e di livelli, che tendono a proiettarsi fuori dallo stesso quadro, a indicare la dimensione \u201cinfinita\u201d di cui essi sono simbolo e segno. Non che la dimensione figurativa perda peso, nelle prove pi\u00f9 recenti della Pugno; ma essa \u00e8, per cos\u00ec dire, fatta germinare direttamente dal flusso materico, da un lato colto nella sua indistinzione primordiale; dall\u2019altro, illustrato nelle figure che dalla materia originaria progressivamente scaturiscono.<br \/>\nDa questo punto di vista la figura umana, pur tratteggiata, perde centralit\u00e0, mentre balzano in primo piano le innumerevoli forme che, secondo un preciso precetto bruniano, la materia porta dentro di s\u00e8, producendole infinitamente come la \u201cpregnante\u201d che ha nel suo seno i frutti che verranno alla luce.<br \/>\nIn questo quadro alle figure umane, specialmente nel ciclo \u201cDe magia naturali\u201d, si affiancano tutta una serie di materiali simbolici, che si configurano come veri e propri \u201csigilli\u201d, entro cui si condensa e si esplica, in modo indifferenziato, la Vita \u2013 materia infinita. Secondo un preciso concetto bruniano, si \u00e8 detto, illustrato in modo perfino radicale in un opera come la <i>Cabala de cavallo pegaseo<\/i>, nella quale Bruno afferma con nettezza l\u2019unit\u00e0 di forma e di materia e l\u2019indifferenza sostanziale fra anima e corpo.<br \/>\nDa tutto ci\u00f2 scaturisce un\u2019esperienza di pittura estremamente suggestiva, incentrata sulla proclamazione, nella densit\u00e0 della materia, dell\u2019unit\u00e0 di tutte le cose, colte, al tempo stesso, attraverso lo specchio del principio vitale che d\u00e0 ad esse senso, in maniera indifferenziata, riducendo tutto ci\u00f2 che non sia ente alla dimensione, e alla dignit\u00e0, di accidente, in un universo che non riconosce pi\u00f9 n\u00e9 centri n\u00e9 periferie, proiettandosi verso il non infinito, addirittura l\u2019infinito.<br \/>\nSta qui, ritornando all\u2019osservazione da cui abbiamo reso le mosse, l\u2019interesse per questa pittura, oltre che per i cultori d\u2019arte, per i filosofi: nel consapevole intreccio di filosofia e pittura, da cui l\u2019esperienza artistica viene illuminata in modi nuovi e originali.<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\">Michele Ciliberto<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\">da \u201cMATERIA D\u2019AMORE\u201d<\/p>\n<p class=\"title\"><span style=\"line-height: 1.5em;\">Da dove la certezza del tuo pensiero?<br \/>\n<\/span>\u201c<i>abbiamo mostrato il nostro desiderio per il raggiungimento della verit\u00e0; l\u2019abbiamo cercata non senza incertezze, l\u2019abbiamo trovata senza velo di dubbio<\/i>&#8221;<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Ma la filosofia non \u00e8 dubbio, inquietudine, continua messa in discussione? Certo, tu indaghi, cerchi, ti interroghi (\u201cL\u2019uomo con le sue facolt\u00e0 da dove \u00e8 scaturito?\u201d) Per\u00f2 non chiedi. E una volta raggiunta una scoperta, confermata un\u2019intuizione, diventi assertivo, categorico, quasi irascibile.<br \/>\n<\/span>&#8220;<i>Io dico l\u2019universo tutto infinito\u201d \u201c Questa \u00e8 quella filosofia che apre gli sensi\u201d \u201cVi rispondo che non \u00e8 mutazione che cerca ad altro essere ma altro modo di essere\u201d \u201c Di pi\u00f9, \u2026 in questo universo metto una providenza universale, in virt\u00f9 della quale ogni cosa vive<\/i>\u201d<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">La chiamano <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">cosmologia bruniana<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, ma la tua \u00e8 pi\u00f9 di una concezione dell\u2019universo. Forse \u00e8 una teoria della realt\u00e0 e un nuovo metodo di pensiero. E\u2019 una ricerca coerente, rigorosa, ostinata.<br \/>\n<\/span>Da dove tutta questa ostinazione, \u201c<i>maladetta ostinazione<\/i>\u201d? Nel proclamare la libert\u00e0 di pensiero? La libert\u00e0 di espressione?<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">E poi il tuo linguaggio, quello asciutto e incisivo. Folgorante.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201c<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Per essere orbo tu, lo chiami cieco<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201d<br \/>\n<\/span>\u201c<i>Quel che viviamo \u00e8 un punto<\/i>\u201d<br \/>\n\u201c<i>L\u2019ombra non \u00e8 tenebre ma immagine di luce<\/i>\u201d<br \/>\n\u201c<i>La vera filosofia \u00e8 musica, poesia e pittura<\/i>\u201d<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Il linguaggio pi\u00f9 filosofico, difficile asimmetrico senza immagini.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201c<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Per mezzo della stessa forza siamo regolati e diretti a dover capire, parlare, ricordare, fantasticare, desiderare e come e quando vogliamo: a sentire<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201d<br \/>\n<\/span>\u201c<i>Ma appena l\u2019anima si allontana dalla figura, e la concepisce in se non divisa, e pi\u00f9 che visibile, subito nasce amore<\/i>\u201d<br \/>\n\u201c<i>Medesima \u00e8 luce ed occhio: occhio, che \u00e8 luce stessa, luce che \u00e8 l\u2019occhio istesso<\/i>\u201d<br \/>\n\u201c<i>Il principio, il mezzo e il fine, il nascimento, l\u2019aumento e la perfezione di quanto veggiamo, \u00e8 da contrarii, per contrarii, n\u00e9 contrarii, a contrarii: e dove \u00e8 la contrariet\u00e0, \u00e8 l\u2019azione e reazione, \u00e8 il moto, \u00e8 la diversit\u00e0, \u00e8 la moltitudine<\/i>\u201d<br \/>\n\u201c<i>Riguardo alle cose potenti tutte mutarono a modo loro, ve n\u2019\u00e8 una sola che muta a modo suo tutte le cose: la fantasia dell\u2019uomo<\/i>\u201d<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Ci si innamora del tuo linguaggio di poesia<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201c<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">\u2026 e vivo e muoio, e fo riso e lamenti \u2026 luna incostante, luna varia \u2026 e non tornar da me se non sei mio \u2026 amor c\u2019apre le porte di diamante nere \u2026 per voi son entro al corpo, e fuor col sole \u2026<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">C\u2019\u00e8 poi quando il linguaggio lo inventi, e l\u2019indispensabile fusione tra \u201c affettivit\u00e0 dei suggetti\u201d e \u201cfantasia\u201d diventa per incanto \u201cfantasia affettibile\u201d.<br \/>\n<\/span>Da dove la tua inesauribile resistenza nel dire, spiegare, raccontare, ridire cose che tu ritenevi, se non proprio ovvie, sicuramente comprensibili? (\u201cE\u2019 manifesto a tutti \u2026\u201d \u201cA tutti appare che \u2026\u201d \u201cCome ognuno ch\u2019ha buona intelligenza sar\u00e0 sforzato anco al fine di ammettere e concedere\u201d)<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">La \u201crealt\u00e0 originaria\u201d, la \u201csustanza sensibile\u201d di cui siamo fatti, l\u2019intelligenza dell\u2019amore e della passione, l\u2019infinitezza dell\u2019universo, lo spazio continuo, la dualit\u00e0 dei contrari che tendono all\u2019unione, la trasformazione incessante della materia, la coincidenza \u00e8 tra l&#8217;infinitamente grande e l\u2019infinitamente piccolo, l\u2019irriducibilit\u00e0 del minimo possibile che impedisce la dissoluzione nel nulla e il vuoto.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">Cose \u201cmanifeste\u201d che raccontavi, approfondivi, in prosa, in poesia, in commedia, in italiano, in latino, incredulo che gli altri non capissero.<br \/>\n<\/span>Solo i nemici ti capivano.<br \/>\nO quelli che capivano diventavano tuoi nemici?<br \/>\nCi si innamora del tuo coraggio<br \/>\n\u201c<i>Ho lottato; ed \u00e8 gi\u00e0 tanto;<br \/>\n<\/i><i>ho creduto di poter vincere \u2026<\/i>\u201d<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Tu \u201c vir maximus\u201d, tu mente filosofica non cristiana come arditamente ti chiama Hilary Gatti, tu \u201cvita rilucente\u201d che sapevi della realt\u00e0 umana, di quella pi\u00f9 profonda e misteriosa<br \/>\n<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">\u201c\u2026 senso interno \u2026 pensiero interno \u2026 uomo interiore \u2026<br \/>\n<\/i><i>occhi interni \u2026 scrittura interna \u2026 nemico interno \u2026<\/i>\u201d<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Ho pensato al tuo rifiuto continuo. Ho pensato alla tua superbia, alla tua \u201cgrande, difficile, e straordinaria impresa, che dal tenebroso abisso cerca di innalzare gli uomini prigionieri verso la bellezza dei modi splendenti\u201d \u2026<br \/>\n<\/span>Ho stretto il filo di un tuo pensiero che dice che la conoscenza passa dall\u2019oggetto concreto all\u2019immagine o ombra dell\u2019idea, dall\u2019immagine all\u2019idea o sostanza. O verit\u00e0.<br \/>\nHo studiato. Mi sono fatta \u201cmateria sensitiva\u201d\u2026 e ho iniziato a dipingere.<\/p>\n<p class=\"firma\"><i>Roberta Pugno<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE IMMAGINI DEL RIFIUTO CASTELLO ARAGONESE L&#8217;AQUILA febbraio &#8211; marzo 2003 GraficArt. 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