{"id":152,"date":"2012-09-15T16:43:06","date_gmt":"2012-09-15T16:43:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=152"},"modified":"2023-08-05T16:51:55","modified_gmt":"2023-08-05T16:51:55","slug":"152-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/152-2\/","title":{"rendered":"Gilgamesh il primo eroe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; font-size: 22px;\"><strong>ANTICHE STORIE DELLA MESOPOTAMIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-301\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/uruk2-300x138.jpg\" alt=\"uruk2\" width=\"300\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/uruk2-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/uruk2.jpg 893w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><i>di S. Ponchia<\/i><br \/>\ndicembre 2000<br \/>\nNuove Edizioni Romane<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\">da \u201dROBERTA PUGNO: IL MITO DI GILGAMESH E LA SANITA\u2019 MENTALE\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista espone alla libreria Bibli<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Metafora dell\u2019origine dell\u2019uomo e della sua eterna, affannosa ricerca sulla via della conoscenza, quella di Gilgamesh \u00e8 tra le pi\u00f9 antiche epopee cui gli studiosi siano riusciti a risalire. Nell\u2019incontro con Roberta Pugno, i personaggi che la pittrice ha rappresentato magnificamente, e che risalgono a pi\u00f9 di quattromila anni fa, ci attorniavano rendendo ancora pi\u00f9 suggestiva la nostra conversazione\u2026<br \/>\n<\/i><i>\u2026 Ci\u00f2 che mi ha sempre colpito della tua arte \u00e8 questa capacit\u00e0 che hai di legarla alla parola, cio\u00e8 alla letteratura, alla storia dei miti e del pensiero umano. Ricordo le mostre sull\u2019Orlando Furioso o su Giordano Bruno, per citarne due. E adesso torni su Gilgamesh e sul mondo sumerico, allargando la ricerca ai miti assiro-babilonesi e affiancandola all\u2019idea di presentare il libro durante la mostra.<br \/>\nPerch\u00e8 Gilgamesh ti affascina tanto?<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e8 c\u2019\u00e8 un discorso di riuscita anzich\u00e9 di fallimento: Gilgamesh conquista la saggezza, inventa la scrittura\u2026 e perci\u00f2 l\u2019umanit\u00e0 acquisisce la speranza di realizzare cose grandiose da trasmettere anche agli altri.<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Hai aggiunto varie immagini femminili, rispetto alla mostra del 1996 al Museo delle Mura Aureliane. Leggo i loro nomi sotto i tuoi bellissimi quadri: Tiamat, Aruru, Ninsun. Ci racconti chi erano queste donne nell\u2019immaginario sumerico?<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Ci sono pi\u00f9 immagini femminili grazie al grande inesauribile fiume che nasce da un altro mito, quello di \u201cAmore e Psiche\u201d. Ovvero una ricerca che contiene la proposizione nuova di una immagine femminile che conosce, vuole conoscere, \u00e8 costretta a conoscere un\u2019identit\u00e0 maschile sana. Per rispondere alla tua domanda, Tiamat \u00e8 la dea madre totale: dalla sua spartizione del corpo nasce tutto il mondo, nella divisione tra cielo, terra e mare. Aruru \u00e8 la madre terra. Mentre Ninsun \u00e8 la madre di Gilgamesh, anche se la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che questa figura femminile interpreta i sogni! Nell\u2019epopea di Gilgamesh, c\u2019\u00e8 l\u2019idea bellissima dell\u2019ascolto dei sogni. Che ha una valenza predittiva, ma anche di una sorta di fiducia in quello che il sogno racconta. Un\u2019idea che \u00e8 stata quasi cancellata dalla storia\u2026<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Lo stesso Gilgamesh eredita in qualche modo questo saper ascoltare i sogni. Gilgamesh e l\u2019amico Enkidu si raccontavano i sogni a vicenda\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. E aggiungerei che la cosa pi\u00f9 strepitosa \u00e8 che addirittura se li interpretano reciprocamente. Il che sta ad indicare che non riuscendo a capire se stessi da soli, essi auspicavano una nuova conoscenza nel rapporto con l\u2019altro. Originale poi \u00e8 che loro affermino: \u201cHo visto un sogno\u2026\u201d<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Anche il rapporto tra donna e uomo nella tradizione sumerica \u00e8 completamente diverso da quello che ci tramandano altri miti. Penso ad un\u2019altra immagine che mi ha colpito: Shamkhat, colei che trasforma l\u2019uomo primordiale Enkidu in un uomo vero. Cio\u00e8 la donna vista come unica strada affinch\u00e9 l\u2019identit\u00e0 maschile si realizzi\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Certo. Vedi, gi\u00e0 i Sumeri sono pi\u00f9 bravi di chi ha raccontato l\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0 dopo di loro, perch\u00e9 Enkidu non \u00e8 un animale, ma un \u201cuomo primordilale\u201d. Cio\u00e8 \u00e8 uno che annaspa tra le gazzelle, \u00e8 spaesato, ma non \u00e8 un animale. Il che sta a significare che al limite nasciamo da una situazione di\u2026 indeterminatezza, ma sicuramente non nasciamo dalle bestie! Dicevi dell\u2019incontro tra Enkidu con la donna, con Shamkhat. Ebbene, Shamkhat fa una cosa semplicissima. Si fa vedere nuda. Poi, attraverso sei giorni e sette notti d\u2019amore, Enkidu diventa uomo.<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Cosciente e non cosciente si fondono\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Forse si potrebbe dire che viene prima l\u2019irrazionale: cio\u00e8 l\u2019amore, il sesso. Soltanto dopo arriva il saper fare le cose, cio\u00e8 il razionale: Enkidu impara a vestirsi, a mangiare\u2026 il contrario di Eva che dando la mela e la conoscenza ad Adamo\u2026 frega lui e tutta l\u2019umanit\u00e0. Cos\u00ec nel testo pi\u00f9 conosciuto, la Bibbia, che viene detto testo sacro,, la donna e l\u2019irrazionale diventano il male. I Sumeri non sanno nemmeno cosa sia il peccato originale: e siccome non sei macchiato all\u2019origine, paghi o non paghi a seconda di come ti comporti.<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Del resto Gilgamesh \u00e8 la leggenda pi\u00f9 antica conosciuta; viene prima della Bibbia, prima di Omero\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la prima in assoluto. Siamo nel 2000-2500 avanti Cristo! La storia di Gilgamesh \u00e8 grezza, brutale, spietata. Ho avuto la fortuna di vedere alcune delle dodici tavolette dell&#8217;epopea: in cui si legge di un affanno continuo per cui si \u00e8 portati a chiedersi come mai non stia mai fermo questo Gilgamesh. Lui deve sempre andare oltre, deve fare cose vietate, deve fare cose impossibili\u2026<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>La scoperta \u00e8 avvenuta in Iraq, quindi\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in quell\u2019area geografica che infatti si ipotizza l\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0. Ed \u00e8 un\u2019idea che mi appassiona molto: perch\u00e9 si parla di una civilt\u00e0 pacifica\u2026 L\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0 sarebbe non cannibalica ma fondata sulla collaborazione. Una civilt\u00e0 che nasce forse nel posto pi\u00f9 assurdo del mondo, il deserto, dove per\u00f2 crea, attraverso l\u2019intelligenza dell\u2019uomo che ci porta l\u2019acqua, addirittura i giardini di Babilonia. Ma l\u2019acqua, ovvero l\u2019architettura e l\u2019idraulica, si realizza se c\u2019\u00e8 la collaborazione di tutti: e tutti sono importanti.<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Anche se c\u2019\u00e8 un re\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Che \u00e8 uno sciamano. Altra idea che mi appassiona: il re \u00e8 uno sciamano ed \u00e8 pi\u00f9 degli altri. Ma questo \u201cessere di pi\u00f9\u201d non lo usa contro gli altri ( il famoso \u201cmors tua vita mea\u201d), tanto che Gilgamesch, re di Uruk, cerca l\u2019immortalit\u00e0 per il suo popolo\u2026 Oppure compie un\u2019altra esperienza tipica degli sciamani: quella di andare nell\u2019aldil\u00e0. Aldil\u00e0 che rappresenta, come poi vedremo nel mito assiro-babilonese, la malattia mentale\u2026<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>E gli assirologi che dicono?<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Pettinato non lo confesser\u00e0 mai, ma la descrizione della regina degli Inferi, Ereshkigal, \u00e8 la descrizione dell\u2019immobilit\u00e0, della catatonia, dell\u2019assenza dei giochi dell\u2019infanzia, del pianto continuo, del buio. E\u2019 una pazza! E l\u2019arte arriva a rappresentare la malattia mentale. Per questo mi sono innamorata anche dei miti assiro-babilonesi\u2026<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>A te interessa molto l\u2019aspetto, direi, psicologico\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Assolutamente. Pettinato e Chiodi sono due ricercatori rigorosissimi ma forse non sono d\u2019accordo\u2026 Per fortuna ho avuto la libert\u00e0 delle mie immagini, per cui ho potuto rappresentare Ereshkigal con le mani nei capelli, che urla il suo abbandono e scende infuriata dal trono\u2026 Oppure, tornado a Gilgamesh, ho potuto rappresentare Khubaba e il suo potere di dare la \u201cspossatezza fisica\u201d a chiunque tenti di penetrare nella sua Foresta. Cos\u2019\u00e8 che Gilgamesh deve affrontare in quell\u2019impresa se non la depressione?<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Oltre la letteratura e alla storia del pensiero, le tue opere contengono dunque tanti riferimenti alla ricerca sulla psiche, come se il cammino dell\u2019essere umano fosse tutto volto a scoprire la propria mente\u2026<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Diciamo che la ricerca sulle immagini \u00e8 la ricerca sulla psiche. Ci sono gli stimoli che mi muovono a dipingere ( e pu\u00f2 essere un suono, una parola, un incontro\u2026), c\u2019e questa spinta interna a dare espressione comunque a un mio movimento personale, c\u2019\u00e8 questa urgenza di fare immagini, le pi\u00f9 belle, le pi\u00f9 profonde, le pi\u00f9 sane possibili\u2026 Ma ci sono anche le domande: da dove vengono le immagini? Cos\u2019\u00e8 un\u2019immagine onirica? E ancor di pi\u00f9, cos\u2019\u00e8 un\u2019immagine non onirica?<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\"><i>Una \u201cimmagine inconscia non onirica\u201d<\/i><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Certo\u2026<\/p>\n<p class=\"firma\" style=\"text-align: justify;\"><i>Paolo Izzo<\/i><\/p>\n<p class=\"firma\" style=\"text-align: justify;\">in Nuova Agenzia Radicale <i>2004<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTICHE STORIE DELLA MESOPOTAMIA di S. 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