{"id":123,"date":"2012-09-14T08:59:25","date_gmt":"2012-09-14T08:59:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/?page_id=123"},"modified":"2023-02-07T16:33:39","modified_gmt":"2023-02-07T16:33:39","slug":"123-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/123-2\/","title":{"rendered":"Materia e Respiro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; padding-left: -30px; font-size: 22px;\"><strong>PALAZZO BARBERINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ROMA<br \/>\nsettembre 1999<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Emilio Balestri Editore. Vignola<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">testi<br \/>\n<i>Marcello Venturoli<\/i><br \/>\n<i>Antonella Serafini<\/i><br \/>\n<i>Gian Carlo Zanon<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-293\" src=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/amor-221x300.jpg\" alt=\"amor\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/amor-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.robertapugno.it\/sitonuovo\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/amor.jpg 629w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/>da \u201cPAROLE PER UN AUTORITRATTO LETTURA DI IMMAGINI\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"nogras\"><em>SCIAMANO<\/em><\/span> <span class=\"nogras\">1999<\/span><\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u2026Cromie sulle terre e nerofumi congeniali. Statuario in quel braccio a pugno chiuso sulla fronte quasi a far da sentinella alla immaginazione figurativa attraverso il magma informale, che qui diventa elemento naturale. Classicit\u00e0 e romanticismo che operano insieme, le ombre del palmo della mano, del braccio che pare sorreggere uno scudo, delle orbite, che obbediscono a potenti strutture plastiche\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><em>LADRO DI FUOCO<\/em> 1997<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u2026Nella parte rilevata come uno sbalzo bronzeo io ci leggo una materia vivente che si organizza a viso splendidamente ritmata dallo spazio a fianco, di luci nere parallele, insegna di pepita d\u2019oro e di notte, di reperti archeologici e di quanti preistorici in mostra dentro una bacheca astratta come avrebbe fatto Burri tendendo le \u201ctoppe\u201d dei suoi sacchi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><em>UOMO DI TERRA<\/em> (dittico), 1996<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u2026 Pare che l\u2019artista abbia voluto immaginarsi quello schiaffo di Dio con cui fu creato l\u2019uomo dalla terra: da una massa di materia levitante e frenetica, esce, si allarga, fa possesso di spazio e segna confine, un braccio. Certo il nascere della necessit\u00e0 figurativa dall\u2019habitat informale non poteva essere espresso con maggiore drammaticit\u00e0 di officina in quel mai pago definire dei confini fra antichi spazi e nuove presenze, questo raccontare di persone fisiche che quasi non hanno trovato ancora il modo di respirare, cos\u00ec come sono intrise di terra. A volte sono pietre e insieme fantasmi. A volte come nell\u2019altro \u201c Uomo di terra\u201d che occupa, nell\u2019iperbole del suo nascere, quasi tutta la larghezza del quadro, mentre solleva le sue spalle rocciose dentro un cielo incandescente, spalle chiaroscurate, in cento ombre di materia sovrapposta, come se l\u2019artista avesse dipinto un paesaggio\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><em>VOLTO GIALLO<\/em> 1998<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u2026Una maschera che si impronta con una torre di reiterazioni, non trovando mai la definitiva collocazione in quell\u2019essere subito plurima nell\u2019atto di apparire. L\u2019icona che vive la dinamica della sua presa di posizione fra spazio e materia; tavolozza di grande affresco nel solenne rettangolo policromo e rutilante musaico, in virt\u00f9 dell\u2019accensione delle cento e cento tessere di colore. Tanto che, privilegiando la pupilla la visione di quelle strisce verticali di piccoli quadrati rossi e d\u2019oro, si ha la sensazione che il volto, il quale cresce su se stesso e fisionomizza tutto il rettangolo di connotati, stia trapelando da sotto, sia creatura difesa mentre nasce da quel musaico. E\u2019 anche, questa opera finale, di un ciclo fortunatissimo che si potrebbe festeggiare come lo sboccio drammatico, intanto, dell\u2019energia e della materia, dell\u2019amore dalla bellezza, della figura dalla astrazione, dal lungo monologo materico informale al dialogo con precisi interlocutori\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><em>SCIAMANO<\/em> 1999<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la ricerca sull\u2019inconscio che non si fa oggetto solamente di s\u00e9 stessa, ma cerca e propone una conoscenza oltre l\u2019oggettivazione o l\u2019arrestarsi di fronte al limite dell\u2019immagine trovata e poi rappresentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"title\" style=\"text-align: justify;\"><em>LA FIGLIA DEL VASAIO<\/em> 1999<\/p>\n<p class=\"contenuto\" style=\"text-align: justify;\">\u2026Stupefacente per l\u2019informale antropomorfico per quel fuoriuscire come dai fori di un bugno d\u2019api del volto significante, classica e solenne fisionomia totemica e anche maschera di energia e di intelligenza, sorta di autoritratto per interposta figura simbolico archeologica questo volto di bronzo, alla finestra dell\u2019oggi venuto fuori dall\u2019oscuro imperscrutabile moto del tempo. E\u2019 una delle immagini pi\u00f9 personali e rare del repertorio esistenziale dell\u2019arte all\u2019ombra del Duemila\u2026<\/p>\n<p class=\"firma\" style=\"text-align: justify;\"><i>Marcello Venturoli <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALAZZO BARBERINI ROMA settembre 1999 Emilio Balestri Editore. Vignola testi Marcello Venturoli Antonella Serafini Gian Carlo Zanon &nbsp; &nbsp; da \u201cPAROLE PER UN AUTORITRATTO LETTURA DI IMMAGINI\u201d &nbsp; SCIAMANO 1999 \u2026Cromie sulle terre e nerofumi congeniali. 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